L’Osservatorio Conti Pubblici Italiani (CPI) diretto da Carlo Cottarelli ha pubblicato, il 6 maggio, un commento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) inviato dal governo alla Commissione Europea il 30 aprile, articolota su 6 punti chiave:

 1. Come differiscono le cifre circolate dal governo sull’ammontare complessivo del piano (200, 235, 248 miliardi). 

2. Sebbene le risorse rese disponibili dall’UE siano diminuite, il PNRR di Draghi è un po’ più ampio di quello di Conte, prevedendo quindi un ricorso all’indebitamento sui mercati. Le principali differenze nella distribuzione delle risorse riguardano la spesa per trasporti ed energia verde e per istruzione;

3. L’impatto del nuovo piano sul Pil nei prossimi anni (2021-2026) è stato rivisto al rialzo, non tanto per la maggiore spesa, ma per la diversa composizione della stessa;

4. Il piano è molto frammentato (162 investimenti). Ciò potrebbe creare difficoltà di implementazione e monitoraggio;

5. Sebbene i finanziamenti per il piano siano disponibili solo temporaneamente, molti degli interventi previsti comporteranno un aumento permanente delle spese di gestione;

6. Per gli investimenti e le riforme settoriali mancano ancora informazioni cruciali, compreso sui tempi di implementazione. Queste informazioni saranno contenute nelle “schede tecniche”, ancora non disponibili.  Continua a leggere…

Per leggere il testo integrale del CPI, corredato di grafici e tabelle attivate questo link https://osservatoriocpi.unicatt.it/cpi-archivio-studi-e-analisi-il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-il-piano-in-6-punti?mc_cid=0136ed593b&mc_eid=eafdbb123e

Roberta Carlini in  Come saranno spesi i soldi del piano di ripresa e resilienza,  sulla rivista Internazionale, così conclude (…) Tornando alla premessa posta dallo stesso presidente del consiglio: un piano di questo tipo è in grado di affrontare non solo le emergenze e le sofferenze ereditate dal 2020, ma anche tutti i gap strutturali nati molto tempo prima? Dal punto di vista della quantità – dei finanziamenti e delle iniziative messe sul piatto – la risposta è sì. Stavolta non possiamo incolpare forze esterne e arcigne che impediscono di fare quel che il paese vorrebbe e potrebbe fare. Dal punto di vista della qualità, la risposta è più incerta (…). Molto, moltissimo, è da definire, a partire da quella vaga nebulosa del digitale che per definizione è immateriale e anche poco comprensibile a tanti: e che non ha a che fare solo con il sistema delle aziende e della pubblica amministrazione, ma anche con la capacità di tutti di beneficiare della tecnologia. Sull’attuazione del piano si giocherà non solo e non tanto la tenuta del governo, ma anche quella di una società già frammentata e dolente ben prima del covid-19. Per il testo completo attivare questo link https://www.internazionale.it/notizie/roberta-carlini/2021/04/26/piano-ripresa-resilienza-spesa

Per leggere e scaricare il testo (369 pagine) del Pnnr inviato dal Governo, dopo l’approvazione del Parlamento ( fine Aprile 2021) alla Commissione Europea attiva quest link https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf

La trappola delle mancate riforme – Il grande equivoco (tutto italiano) sul NextGenerationEu – Giuliano Cazzola –  Una comunità di Stati che si avvia verso una maggiore integrazione, prima o poi dovrà tornare a darsi delle regole. Le istituzioni europee vorranno verificare i contenuti delle riforme e il rispetto delle scadenze previste nei crono-programmi. Non c’è da brindare sui balconi per un indebitamento che potrebbe scappare di mano nel volger del battito di ali di una farfalla (…) https://www.linkiesta.it/2021/05/italia-debito-governo-nextgenerationeu/

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