L'Amazzonia brucia! Chico Mendes 30 anni fa, oggi Bolsonaro. Che fare? Gad Lerner ricorda, su La Repubblica,  il suo viaggio in Amazzonia nei giorni seguenti l’assassinio di Chico Mendes leader sindacale e ambientalista, per mano dei fazendieros. Conclude l’articolo così. (…) Ricordo, poco prima della mia partenza dall’Acre, il dialogo con un addetto alla deforestazione, al cancello della fazenda Paranà: «Sei italiano? Adesso venite a far­ci la predica? Voi però le avete bruciate tutte, le vostre foreste. Troppo comodo, senza asfalto e senza prenderci la foresta non avremo mai lo sviluppo. L’Amazzonia è nostra, non avete il diritto d’impicciarvi».

Via Skype, Luis Ceppi mi rac­conta che, delusi dalla corruzio­ne dei dirigenti del Pt di Lula, l’82% degli elettori della regione amazzonica di Chico Mendes han­no votato per Bolsonaro. «Siamo caduti dalla padella nella brace. Ma non smetteremo di ricordarvi che mangiate carne verde, frutto del disboscamento e dell’assassi­nio di molti popoli. La fine dell’Amazzonia sarà anche la vostra fi­ne».

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Il presidente del Brasile Bolsonaro ci ripensa.  Pronto ad accettare aiuti esteri" (20 milioni stanziati dal G7) ma pone la condizione sovranista di gestione di quei fondi. Dopo il "no" sdegnato e la polemica con Macron, accusato di colonialismo e di volere interferire negli affari interni del Brasile. (vedi articolo allegato). Il portavoce del presidente Jair Bolsonaro, Otavio Rego Barros, ha dichiarato "Il governo brasiliano tramite il presidente Bolsonaro è aperto a ricevere supporto finanziario da organizzazione e anche da nazioni. Il punto essenziale – ha avvertito il portavoce – è che questi soldi che entrano in Brasile siano sotto il controllo del popolo brasiliano".

vedi allegati

Allegato:
chico_mendes_e_quel_fuoco_da_30_anni_lerner.doc
amazzonia_bolsonaro_ci_ripensa_ma_rep_28-8-19.doc
in_amazzonia_bruciano_i_diritti_degli_indios_ferraguti.pdf

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