Mai cosi tanti rifugiati, la gran parte sono accolti da paesi in via di sviluppo o poveri. L’Italia fa molto meno di quanto si creda, proporzionalmente meno di Germania, Francia, Svezia e della tanto vituperata Malta. Luca Liverani e Maurizio Ambrosini su L’Avvenire commentano il Rapporto annuale sui rifugiati nel mondo, a cura dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite (Acnur/ Unhcr).  E' una collezione di dati e fonte di insegnamenti, poco noti ad opinioni pubbliche distratte, prevenute o bombardate da bugie e da sabbia negli occhi, anche ad opera di ministri e uomini politici.

Nei due articoli si legge quanto segue. Il primo elemento sottolineato è l’aumento dei rifugiati, malgrado l’apparente attenuazione dei conflitti in alcune aree calde del mondo, come l’Iraq: a fine 2018 erano 70,8 milioni, con 13,6 milioni di nuovi sfollati, 36mila al giorno, uno su due con meno di 18 anni. Erano 68,5 milioni l’anno scorso, quindi 2,3 milioni in più.

In realtà 41,3 milioni sono sfollati interni, ossia hanno cercato scampo in regioni un po’ più sicure del loro stesso Paese.

I rifugiati internazionali sono 25,9 milioni, e 3,5 milioni i richiedenti asilo.

Molto istruttivo è poi il dato relativo alla proporzione tra rifugiati e popolazione, un eloquente indicatore del carico sociale rappresentato dal fenomeno. In questo caso la graduatoria anche quest’anno colloca al primo posto il piccolo Libano, con 156 rifugiati ogni 1.000 abitanti. Segue la Giordania con 72, poi la Turchia con 45. Gli unici Paesi della Ue tra i primi dieci in questo caso sono la Svezia, con 25, e Malta, con 20.

A questo punto occorre domandarsi come si colloca l’Italia. A dispetto delle narrative enfatiche e vittimistiche, la risposta è: lontano dalle prime posizioni. Il rapporto certifica la presenza in Italia di 295.599 richiedenti asilo e rifugiati a fine 2018, pari a circa 5 persone su 1.000 residenti. Per offrire qualche termine di paragone, non ci precede solo la Germania (1,1 milioni, più 300mila richiedenti asilo), ma anche la Francia (459mila) e la Svezia (318mila). E, in proporzione alla popolazione, sono davanti a noi parecchi altri Stati.

Il dato fondamentale è che nove dei dieci Paesi che accolgono il maggior numero dei rifugiati nel mondo sono Paesi in via di sviluppo e globalmente ospitano l’84% di questa umanità dolente, spesso senza disporre delle risorse per assicurare loro un minimo di protezione. La graduatoria vede al primo posto la Turchia (3,7 milioni, perlopiù siriani), seguita dal Pakistan (1,4 milioni, in gran parte afghani) e dall’Uganda (1,2 milioni, provenienti soprattutto da Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo).  L’unico Paese sviluppato che entra nella top ten dell’accoglienza anche quest’anno è la Germania.

Per più dati e più notizie aprire gli allegati, il Rapporto è in inglese.

Vedi anche articolo correlato Immigrazione in Germania traduzione di Toni Ferigo

Allegato:
rapporto_acnur_liverani-ambrosini_avvenire.doc
rapporto_acnur_nazioni_unite_2019.pdf
immigrazione_in_germania_trad_ferigo.doc

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