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Sindacato italiano

Sindacalisti in tribunale!

Con la gestione di Annamaria Furlan, la Cisl ha “degenerato” dalla sua natura originaria, operando in modo tale che più contenziosi sono finiti in tribunale. In questi giorni sono state emesse due sentenze: la prima dal Tribunale di Mantova, la seconda dal Tribunale di Napoli.

E sono due notizie positive per chi non accetta la “governance” di questa Cisl!

La sentenza di assoluzione piena del Tribunale di Mantova per nove iscritti Cisl – accusati di aver offeso la reputazione di segretari cremonesi con lettere di protesta ai giornali locali in merito a una serrata polemica sindacale – ripropone considerazioni già espresse in sentenze della Cassazione, citate a suo tempo dall’avvocato difensore di Fausto Scandola, in merito alle presunte offese all’onorabilità di un dirigente sindacale e dell’organizzazione, quando la contestazione  si avvale anche di un linguaggio pungente e/o aspro, che non è ritenuto offensivo per contesti specifici come il sindacato e il politico, circoscritto a specifici atti (es. il commento e la polemica su un contratto,  una mediazione, un comunicato, una riunione..), dove anche termini come “mascalzone” o “venduto” devono essere contestualizzati. Pertanto i 9 sindacalisti Cisl di mantova sono stati assolti ” ..perchè il fatto non costituisce reato”.

Sul sito www.il9marzo.it , il 13 dicembre, è stato postato questo commento.

La critica sindacale, si sa, non è roba da damerini. Anzi, una certa franchezza nel parlare, il ricorso ad un linguaggio forte, è espressione dell’importanza di ciò di cui si parla, del fatto che si crede a ciò che si dice. Chi ha fatto sindacato lo sa; chi non lo ha fatto, o lo ha fatto tanto tempo fa e non si ricorda più come vanno queste cose, o magari non ci crede più,  rischia di prendere delle cantonate

Ricordiamo che Fausto Scandola fu espulso dalla Cisl (in piena estate, senza essere stato ascoltato a propria difesa e senza rispetto dei termini processuali a sua garanzia dopo il giudizio di primo grado) dal collegio dei probiviri attivato dalla segreteria confederale che lamentava, appunto, lo scarso garbo da lui usato nel rivolgersi ad una signora come il segretario generale in carica. A un iscritto che aveva sollevato, con parole schiette, il problema dell’etica sindacale, il collegio dei probiviri aveva applicato la sanzione più pesante per il mancato rispetto dell’etichetta, del saper come ci si deve comportare fra gente di un certo livello.

Ma ancora peggio, per certi versi, aveva fatto l’allora segretario generale dell’Unione interprovinciale Cisl Asse del Po Giuseppe Demaria, che aveva addirittura preso la via del tribunale per una querela contro nove sindacalisti accusandoli di aver offeso la sua reputazione con lettere di protesta ai giornali locali. Il caso era quello della Fai locale (federazione agroalimentare) , dove la maggioranza cremonese aveva espunto la componente mantovana, agendo anche (secondo lo stile e l’uso introdotti dopo il commissariamento del 2014) con l’uso strumentale del potere di revoca del distacco sindacale. Cioè licenziando il sindacalista sgradito con un atto che solo tecnicamente non è un licenziamento ma ne ha tutte le conseguenze (e, quando non c’è una giusta causa, tutta l’odiosità dell’atto feudale di un esercizio arbitrario e padronale del potere). E tutto questo sarebbe successo, secondo la protesta dei sindacalisti querelati, con la partecipazione attiva dell’Unione, cioè di Demaria.

Invece di prendere atto della critica e rispondere nel merito, come vuole la regola del confronto democratico sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione, e invece di andare dai probiviri della Cisl (come a suo tempo era stato rimproverato a Fausto Scandola di non aver fatto), Demaria ha sporto querela: cioè ha chiesto che un Tribunale della Repubblica, nel nome del popolo italiano, dichiarasse nove sindacalisti colpevoli di aver violato le leggi dello stato per aver espresso con chiarezza il proprio pensiero, e punirli di conseguenza. Una domanda improvvida, che ha avuto la risposta che si merita, nonché l’unica possibile: la critica non costituisce reato. Lo ha detto il pubblico ministero, chiedendo l’assoluzione, lo ha confermato il giudice distinguendo fra il linguaggio della polemica, che è sempre lecito, da quello dell’insulto gratuito che è un’altra cosa. Le motivazioni, che si possono leggere di seguito, sono chiarissime.

Ora resta un problema: chi paga il conto? Perché il signor Demaria ha agito, come è riportato nella decisione, “in proprio e quale Segretario Generale (all’epoca) dell’Unione Sindacale Territoriale C.I.S.L. Asse del Po di Cremona- Mantova”: cioè non ha lamentato solo un danno a sé, ma anche sostenuto che l’esercizio della critica da parte di chi dissente è un danno all’organizzazione.

Ma alla fine il danno all’organizzazione, probabilmente, lo ha fatto lui perché le spese processuali, che di solito sono a carico della parte soccombente, finiranno alla Cisl di Cremona e Mantova. E così i soldi degli iscritti, dopo essere stati usati per pubblicazioni di dubbio gusto (come risulta dalle motivazioni) serviranno a coprire le spese di una querela che non aveva alcuna ragione di essere.

Una seconda buona notizia – Tribunale di Napoli assolve Lina Tucci

Giovedì 17 dicembre,  il Tribunale di Napoli ha assolto l’ex-segretaria generale della Cisl Campania, perché il fatto non sussiste. Era imputata di appropazione indebita e simulazione di reato. Assolta anche Carmela Costagliola, ex segretaria amministrativa, nei confronti della quale veniva contestata la simulazione di reato in concorso. Alla Lucci veniva contestata l’appropriazione di fondi del sindacato utilizzati per l’affitto di un appartamento e per lavori di ristrutturazione, con Costagliola condivideva l’accusa di aver denunciato falsamente lo smarrimento di alcune scritture contabili. Il Pm aveva chiesto per Lucci una condanna a 1 anno e 8 mesi. La Cisl si era costituita parte civile. Le indagini della Procura erano nate dalla querela presentata dall’ex commissario della Cisl Campania Piero Ragazzini. La vicenda è stata riassunta nella puntata di Report “Gli insindacabili” andata in onda Lunedì 14 dicembre.

Un ampio commento http://www.il9marzo.it/?p=13455 “Assolta con formula piena” lo trovate sul sito www.il9marzo.it

In allegato la sentenza del Tribunale di Mantova

Sentenza-n-275-2020_Tribunale-di-MantovaDownload
13/12/2020/0 Commenti/da redazione
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