«Sorprese e lezioni dalle sperimentazioni dei vaccini» Nell’articolo che segue Cloé Aeberhatdt e Nathaniel Herzberg, su Le Monde, così iniziano.

Da almeno un mese vari scienziati denunciano la “scienza basata sui comunicati stampa”. Ha cominciato l’azienda farmaceutica statunitense Pfizer, seguita dalla sua concorrente Moderna e poi dall’azienda anglo-svedese AstraZeneca: tutte hanno annunciato il successo dei loro potenziali vaccini contro covid-19 senza però fornire i dettagli necessari a una corretta interpretazione dei loro risultati, e senza poter contare sulla pubblicazione in una rivista scientifica di primo piano.

Dall’8 dicembre la pubblicazione è cosa fatta per l’AstraZeneca. “Ci è stata chiesta trasparenza, ed è esattamente ciò che garantiamo oggi”, ha dichiarato Mene Pangalos, vicepresidente esecutivo del laboratorio. “E siamo i primi a farlo”. Superata dai suoi due concorrenti nella corsa al comunicato stampa, l’azienda con sede a Cambridge è stata la prima a superare il test delle pubblicazioni.

La rivista The Lancet e i suoi revisori hanno convalidato l’8 dicembre i risultati presentati il 22 novembre dalla casa farmaceutica e dalla sua partner, l’università di Oxford.

L’articolo indica chiaramente che il potenziale vaccino, concepito secondo la tecnologia dei vettori virali, è efficace al 70 per cento. “L’articolo conferma quanto era stato annunciato, il che non è affatto sorprendente. I laboratori non si divertono a inventare dati”, ha reagito Jean-Daniel Lelièvre, responsabile del reparto d’immunologia clinica e malattie infettive dell’ospedale Henri-Mondor di Créteil. “Convalida la strategia del vettore virale ma non permette di risolvere la questione del dosaggio”.

Per quanto riguarda l’approvazione, la rivista sostiene che il vaccino “è sicuro”. Sui 23.754 volontari che hanno partecipato alla sperimentazione – alla metà dei quali era stato somministrato un placebo – solo uno dei pazienti che ha ricevuto il vaccino ha subìto un “grave effetto indesiderato che potrebbe essere correlato” all’iniezione: un caso di mielite trasversa (un raro disturbo neurologico), che aveva portato alla sospensione temporanea della sperimentazione all’inizio di settembre.(…) per proseguire un clic sul titolo che segue.

Sorprese e lezioni dalle sperimentazioni dei vaccini