Due articoli di Ferruccio de Bortoli, su Il Corriere della Sera, indicano due grandi obiettivi per un welfare che in Italia deve affrontare per un lato la tendenza di una società con sempre più anziani, con una quota significativa di non autosufficienti; per l’altro la decrescita di giovani, della natalità e del sostegno alla famiglia. De Bortoli propone per l’istituzione di un’assicurazione per la non autosufficienza, e un assegno universale per la famiglia. Cita dati, la frammentarietà delle risposte date e la necessità di reperire risorse oggi assenti nella Legge di Bilancio 2020. Sono idee programmatiche che il movimento sindacale unitariamente dovrebbe abbracciare e portare avanti con una campagna di mobilitazione non occasionale, riscoprendo il ruolo di soggetto e attore politico, forte di una rappresentatività (milioni di iscritti e rapporto in assemblea con tutti i lavoratori) che nessun partito può vantare. Si può!.

Nei due articoli, vedi allegati, De Bortoli ricorda che se non diamo vita ad un innovativo welfare “..Un peso, forse insopportabile, cadrà sulle loro spalle dei giovani. Una mina nascosta nel Servizio sanitario nazionale (che deve curare più che assistere) e nei conti dell’Inps. Oggi abbiamo quasi 14 milioni di italiani con più di 65 anni. Secondo l’Istat, nel 2037, in un contesto di popolazione calante ne avremo 4,5 milioni in più. (…) La percentuale di loro che non sarà autosufficiente è destinata a crescere esponenzialmente. Oggi a 75 anni è del 26 per cento; a 85 anni del 46 per cento. Se leggiamo poi il rapporto Oasi 2018 del Cergas Bocconi, a cura di Francesco Longo e Alberto Ricci, ci accorgiamo che il numero di over 65 con limitazioni funzionali è (dati 2015) di quasi 2 milioni e 900 mila. (…) Il tasso di copertura, pubblico e privato, del bisogno (dati 2016) va dal 75 per cento della Lombardia al 14 per cento del Molise. Si calcola che il problema della non autosufficienza tocchi già oggi una platea complessiva (malati e loro familiari o amici) di 12 milioni di persone. L’ampiezza del fenomeno è testimoniata da altre cifre. In Italia lavora più di un milione di badanti (quasi tutte o tutti stranieri, oltre la metà irregolare, spesso non preparati). Un numero superiore a quello di tutti i dipendenti del Servizio sanitario nazionale (poco più di 600 mila). Se, per ipotesi, scioperassero tutte o tutti insieme sarebbe la paralisi. Vera. (…)

La legge di Bilancio prevede (per ora) un nuovo bonus bebé e un raddoppio del voucher per gli asili nido a favore dei meno abbienti. Ma, sia pure con molte buone intenzioni, restiamo sempre nell’ambito di provvedimenti «tampone», mentre servirebbe un intervento radicale per ordinare e coordinare i molti tentativi di sostegno, magari seguendo l’esempio della Francia. La proposta del Pd di un assegno universale va in questa direzione. Ce la farà prima o poi a diventare realtà?

  • 6 Miliardi è il costo dell'assegno universale eliminando bonus e assegni familiari.
  • 15% la riduzione povertà. Il calo dei minori a rischio povertà se si applicasse l'assegno unico.
  • 6 Milioni. Il numero di lavoratori che spariranno in Italia da qui al 2050 per ragioni demografiche.
  • Il reddito di cittadinanza per il 50% viene erogato a persone sole Non è quindi una misura che incentiva la natalità
  • le risorse sono poche: nel 2020 non si riuscirà a fare nulla. Si potrebbe lavorare all'anno successivo

 

Allegato:
gli_anziani_non_sono_un_peso_de_bortoli.doc
serve_un_piano_per_la_famiglia_de_bartoli.doc

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