TRE PARADOSSI E PIU’ DELL’ITALIA – N.Cacace – economia & lavoro – 26/10/10

La nota n.30 dell’Isril è da leggere con grande attenzione. Sono tre cartelle scritte da Nicola Cacace su “Disoccupazione, politica economica e di regolamentazione secondo i Nobel dell’economia”. Una riflessione, con dati e riferimenti europei, che evidenzia i clamorosi abbagli del nostro governo in materia economica e per l’occupazione. Siamo l’unico paese europeo che agevola straordinari e lavori precari, facendoli pagare meno dell’ora di lavoro ordinario e meno del lavoro garantito. Vengono presi in considerazione tre paradossi. Il primo, l’Italia è il paese europeo che pur avendo meno laureati di tutti gli altri paesi ha la più alta disoccupazione e sottoccupazione di laureati. Il secondo, la perdita di posti di lavoro (nel secondo trimestre 2010) colpisce più gli italiani degli stranieri. Il terzo, più della metà della nuova occupazione degli ultimi 10 anni viene da sanità ed assistenza. Tre paradossi tipici di un sistema economico poco innovativo e competitivo.

La scheda contiene altri inediti spunti. Non è sempre vero che la globalizzazione stanno distruggendo posti lavoro senza scampo e creando diseguaglianze dovunque. È purtroppo vero che le diseguaglianze sono fortemente aumentate nei paesi del capitalismo occidentale.

Oggi gli USA, la Gran Bretagna e l’Italia sono tra i primi paesi più diseguali del mondo sui 30 paesi Ocse. In Italia il 10% dei cittadini detiene quasi la metà della ricchezza privata.

Le diseguaglianze si sono invece ridotte nei grandi paesi emergenti che guidano l’economia mondiale. In Cina dal 1985 ad oggi i poveri (quelli che vivono con meno di 2 $ a testa al giorno) sono passati dal 50% al 12%, nel Brasile di Lula 30 milioni di poveri sono stati portati nel ceto medio, in India l’istruzione è tanto cresciuta che oggi quel paese sforna più ingegneri per abitante dell’Italia.

Desolanti le note per l’Italia che ha il sottimpiego massimo di lavoro, con quasi metà della forza lavoro potenziale esclusa dalla forza lavoro effettiva. Con un tasso di occupazione del 57% l’Italia è l’ultimo paese in Europa! Cioè all’Italia, oltre ai 2,6 milioni di disoccupati, mancano 3 milioni di posti lavoro per essere in media europea e 5 milioni per essere in media Germania, Olanda, paesi scandinavi, paesi con tassi di occupazione superiori al 70%. E poi si narra che reggiamo meglio degli altri paesi. Che lo dica Tremonti è un conto, che lo ripeta continuamente Raffaele Bonanni è un pericolo per il sindacato.

 Allegato –  La Nota n.30 dell’Isril a cura di Nicola Cacace

Allegato:
Nota ISRIL N 30-2010 – Disoccupazione politica economica .doc

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