I due articoli di Gad Lerner (che cita Bruno Manghi) e di Paolo Griseri su La Repubblica (v.allegati) raccolgono e sintetizzano le principali ragioni di chi sostiene che costruire il Tav (il megatunnel) sia un’opera non prioritaria e uno spreco di risorse e chi al contrario che “costerebbe di più non farla”. Entrambi sostengono il significato simbolico che ha assunto questa opera in discussione da trent’anni e che sarebbe operante e valutabile tra vent’anni. A quanto ricordato nei due articoli si possono integrare tre  considerazioni analitiche ed una politica.

Nel primo campo non si ricorda:

  • quanto già avvenuto per la logistica merci da e per la Cina (punto di forza dell’originale idea del Corridoio 5 che “obbligava” alla costruzione di un megatunnel al Frejus) con l’attivazione (con carrelli differenziabili) dei 12.000 Km di rotaie, da Chendung al porto di Duisburg (v.allegato, 2018), un capolavoro di ristrutturazione di cose dell’altro secolo, che attraversano due continenti, sette i confini nazionali, un numero svariato di sistemi di voltaggio e di segnaletiche differenti e anche tratti non elettrificati. Il tempo di percorrenza dei lunghissimi treni merci carichi di container varia – salvo imprevisti – dagli 11 ai 12 giorni. Non alta velocità ma grande regolarità!

  • che Il flusso delle merci da/per la Francia non utilizza il treno non perché manca una nuova galleria ferroviaria veloce del Frejus, ma perché il bacino italo-francese di scambio merci interessa per la gran parte piccole e medie aziende, modello just in time, disseminate nel territorio che richiedono il trasporto con la flessibilità consentia da mezzi su gomma, più o meno grandi.

  • che la Fiat pur disponendo di un efficace servizio di trasporto su ferro da Nord  a Sud dell’Italia e verso la Francia (la linea ferrata entrava negli stabilimenti di Mirafiori dal nodo di Orbassano e disponeva di protocolli con le FFSS che garantivano regolarità) è andata in crisi sul mercato auto per altri motivi di qualità e concorrenza

Per la valutazione politica, pensiamo che il M5S commetta un grave errore collegando il suo impressionate calo di consensi, nel volgere di poco più di un anno, alla “minor rigidità” contro le grandi opere, alla conseguente presa di distanze dalla radicalità dei NoTav valsusioni,  anziché attribuirlo in primis alla subalternità dimostrata verso la politica e propaganda salviniana su temi di grande impatto sull’opinione quali sono la sicurezza, l’ordine pubblico, i  migranti e gli investimenti che producano anche occupazione.

Allegato:
perche_la_tav_e_uno_spreco_lerner.doc
lo_spreco_sarebbe_fermarla_griseri.doc
pechino_fa_rotta_su_duisburg_rauhe_stampa.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *