A cavallo tra il primo turno ed il ballottaggio delle primarie del centro-sinistra, Susanna Camusso ha rilasciato a Ritanna Armeni ( su il pubblico giornale di Telese) un’intervista a tutto campo priva  di preamboli, di  retorica e di diplomazia. Risposte chiare anche per la bravura dell’intervistatrice a porre determinate domande che imponevano, come si dice, di andare al sodo. La pubblichiamo a distanza di due settimane perché pensiamo sia ancora più valida ed utile, ora, dopo le annunciate dimissioni del Premier Monti motivate dal ritiro della fiducia del Pdl. Il giudizio sul governo Monti è severo in quanto seguendo i dettati liberisti ha favorito la crescita delle diseguaglianze.

Un liberismo non solo “obbediente” alla lettera BCE richiesta ( se non anche scritta a Roma come ha maliziosamente insinuato Giulio Tremonti, allora in rotta con Silvio Berlusconi) ma convinto interprete di quei dettami rigoristi. Sottolinea l’incapacità del governo Monti, fin dal primo provvedimento sulle pensioni, una dissociazione profonda e pericolosa fra le norme approvate e la condizione di vita e di lavoro per come è concretamente oggi, nel paese. Ha risposto su problemi molto diversi e sul sindacato ha ammesso “ Non è stato capace di costruire una strategia di inclusione del mondo del precariato e ha subito una destrutturazione della contrattazione. Questa è la grande questione oggi sul tappeto. Se il mondo dei giovani non incontra una norma contrattuale, un sistema di difesa non può che esserci frantumazione sociale”.

Si è dilungata a descrivere quanto è cambiata la Cgil che per la prima volta ha assegnato ad una donna la segreteria generale della Confederazione, e di come è mutato il rapporto interno con l’appartenenza partita. Ha stigmatizzato la sofferenza del mondo del lavoro nella sua interlocuzione con la politica ed il difficile dialogo con il parlamento. ha sottolineato che per tutto il sindacato  “ è importante avere un rapporto con una politica che faccia del lavoro la questione centrale”.

Alla domanda cosa significa in sintesi essere di sinistra oggi ha così risposto:“Considerare la diseguaglianza il grande male da combattere. E credimi, è tanta la gente che oggi sente profondamente il peso dell'ingiustizia sociale. Un senso di ingiustizia, anche una rabbia che esplode soprattutto nei confronti della politica. Non sono le imprese e neppure il governo al centro di questa sentimento di ingiustizia. E mi pare ovvio. I politici sono coloro che dovrebbero rappresentare la società e non lo fanno La rabbia comincia da lì, dalla assenza di una rappresentanza”.

In allegato – il testo integrale dell’intervista di Ritanna Armeni a Susanna Camusso

Allegato:
intervista_a_camusso_di_armeni_il_pubblicogiornale.doc

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