Stop al balletto dei numeri, per la prima volta Istat, Inps, Inail e ministero del Lavoro presentano dati congiunti: è una delle tante riforme a costo zero possibili. Così ora si può meglio capire come cambia il lavoro e le variazioni dell’occupazione. Una fotografia finalmente elaborata in forma congiunta. Ci sono voluti anni, con grandi polemiche per confusione o per strumentalizzazione politica come abbiamo constatato in questo ultimo anno per commentare il Job Act. Le fonti diverse elaborano, spesso, i dati con criteri differenti. Ad esempio, l’Istat misura gli occupati, l’Inps invece si occupa di dati amministrativi, ossia certifica tutti i nuovi contratti attivati e nel periodo di riferimento un  lavoratore può avene sottoscritto più di uno. La Banca d’Italia  tiene conto non solo degli occupati residenti nel nostro Paese ma anche di coloro che vi lavorano, in questo modo i numeri assoluti sono più alti.

L’Italia resta l’ultimo paese in Europa per tasso di attività, ossia per numero di persone attive rispetto al totale della popolazione. Oggi nel nostro Paese continuano a lavorare solo un terzo delle persone, il numero dei disoccupati è fermo da un anno a circa 2,9 milioni e quello degli inattivi supera i 14 milioni.

Com’è sta cambiando il lavoro? Valentina Conte, su La Repubblica del 29 dicembre, scrive un articolo di grande e chiara sintesi utilizzando questi dati  congiunti. L’occupazione cresce, trainata dai contratti stabili, dal lavoro delle donne, degli over 50 e dai voucheristi. Ma con una coda velenosa. Dopo la fine degli sgravi, la tendenza ora si è capovolta: occupazione in frenata, specie tra giovani e autonomi, contratti stabili sorpassati da quelli a termine, impennata storica dei voucher. L’articolo è articolata in quattro brevi capitoli e un istogramma: La riforma Fornero blocca le assunzioni di giovani; i contratti a tempo superano quelli stabili a tempo indeterminato; l’occupazione rosa recupera posizioni; la cora dei voucher non si ferma + 35%:

Il Job Act funziona?  Manca il pezzo più importante della riforma, perr ora presente solo sulla carta, quello delle politiche attive del lavoro, della formazione. Quello che doveva essere avviato per primo! Per non distorcere il significato e l’operatività di altri decreti.

Per un maggior approfondimento alleghiamo i seguenti articoli

  • Così sta cambiando il lavoro_Valentina Conte Repubblica 29-12-16
  • Lavoro e giovani, no ai voucher_intervista Camusso_Repubblica_2-1-17
  • Riflessione sul lavoro dei giovani_De Bartoli_Corsera_2-1-17
  • Ripensare ai voucher e tirocini_Furlan_Corsera_3-1-17
  • Non è un paese per giovani Lugi Grassia La Stampa 29-12-16
  • Il Job Act ha fallito di Savino Pezzotta web 21-10-16
  • Job Act va completato_F.Seghezzi e M.Tiraboschi L’Avvenire 20-10-16

 

 

Allegato:
cosi_cambia_il_lavoro_conte_repubblica.pdf
lavoro_e_giovani_no_ai_voucher_camusso_repubblica.doc
la_riflessione_sul_lavoro_dei_giovani_de_bortoli_corsera.doc
ripensare_voucher_e_tirocini_furlan_corsera.doc
non_e_un_paese_per_giovani_grassia_stampa.doc
il_job_act_ha_fallito_pezzotta_web.doc
job_act_va_completato_tiraboschi-seghezzi.doc

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