Stage e tirocini un boom anomalo. Dario Davico su Il Corriere della Sera raccoglie dati e interviste per capire cosa rappresentano i 143.000 di adesso (+116%)  contro i 63.000 del 2012. Il 15% di essi ha oltre 45 anni!! Qualcosa non va! Maurizio Del Conte, il presidente dell’Anpal (l’agenzia nazionale del lavoro), dice «la significativa crescita di questi ultimi anni non si giustifica, evidentemente lo stage che doveva essere il primo contatto con il mondo del lavoro e momento di formazione è invece diventato altro da sé, ha assunto la funzione sostitutiva delle vere forme contrattuali».

Per Roberto Benaglia, dirigente Cisl che da anni si occupa di mercato del lavoro, la malattia degli stage merita ancora più attenzione di quella riservata di recente all’aumento dell’utilizzo dei voucher.

Leggendo con attenzione il reportage di Di Vico (allegato) si prende atto, con un nuovo spaccato del mondo del lavoro precario, dell'inesistenza di vere ed efficaci politiche attive per il lavoro. Quelle create con i nomi più diversi per un primo contatto con il mondo del lavoro si rivelano artifici per sostituire contratti di lavoro. Il nostro paese utilizza malamente gli avviamenti al lavoro, i mini lavori, i tirocini, gli ammortizzatori sociali e non dispone neppure di un reddito di cittadinanza. Eppure …se i sindacati si dessero un salutare svegliata, ovvero una vera strategia unitaria il passo per trasformare in positivo tante cose negative non sarebbe neppure tanto difficile….

Allegato:
stage_e_tirocini_un_boom_anomalo_di_vico.doc

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