Si avvicinano le elezioni delle Rappresentanze Aziendali Sindacali e dei Rappresentanti della Sicurezza Lavoro per gli stabilimenti Maserati FCA (ex-Fiat Mirafiori, ex Bertone). Un tempo era un avvenimento sindacale, torinese e nazionale. Ora, sembra  confinato ad un fatto aziendalistico, con poca attenzione dalle altre categoria e, forse, anche per le stesse strutture territoriali confederali.

Eppure è la prima volta, dopo l’uscita della Fiat dalla Confindustria, che si procede alla elezione delle rappresentanze chiamando alle urne i lavoratori. Quelle in carica sono state designate dalle organizzazioni sindacali. In un primo tempo negli stabilimenti Fiat sono state presenti solo le Rsa designate dai sindacati firmatari dei nuovi accordi che hanno messo in soffitta quelli precedenti anche per le norme di rappresentanza, facendo uno strappo grave rispetto la normativa e la storia sindacale italiana. Poi la sentenza della Costituzione ha riportato, sempre per designazione, anche le Rsa della Fiom.

Chi parteciperà al voto? Anche la Fiom che non ha promosso la procedura unitamente ai cinque sindacati del Sì (Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Unione Quadri)  ma, probabilmente, presenterà proprie liste.

Saranno accettate anche se la Fiom non intende sottoscrivere i contratti in vigore?

Saranno accettate anche se la Fiom non sottoscrive il Regolamento definito a suo tempo dai cinque sindacati firmatari degli accordi?

Non c’è dubbio che la partecipazione di tutti i sindacati (quelli del Sì e quelli del No) sia un fatto non solo auspicabile ma necessario per dare maggior valore alla rappresentanza sindacale negli stabilimento ora FCA. Se ne avvantaggerebbero i sindacati del Sì, del No e quindi i lavoratori tutti.

I comunicati che alleghiamo – delle segreterie Fim-Cisl e della Fiom-Cgil emessi entrambi il 13 gennaio- sono di facile interpretazione solo per una parte. Sono meno comprensibili sul tipo di compromesso che necessariamente dovrà essere definito per avvicinare schieramenti sindacali che finora hanno dimostrato di preferire di rimanere distinti e contrapposti.

Richiedere firme alla Fiom su accordi  non sottoscritti in passato è ,ad esempio, poco realistico.

Chiedere alla Fiom di prendere atto con formali lettere alle parti, cosa ben diversa dalle mere dichiarazioni ai media –  di riconoscere la validità degli accordi sindacali in vigore (pur definiti in presenza di un esplicitato suo dissenso) è non solo realistico ma di buon senso per tutti.

Chiedere alla Fiom di riconoscersi nel Testo Unico approvato dalla Confederazioni per l’elezione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali è cosa sensata non altrettanto il Regolamento che emana dagli accordi Fiat, verso il quale la Fiom ha dovuto salvaguardarsi ricorrendo alla Corte Costituzionale, che gli ha dato ragione.

Cosa pensino la Fim, la Uilm, il Fismic, l’Ugl, l’Unione Quadri e la Fiom, dovrebbe essere ben esplicitato al riguardo. Li invitiamo a farlo anche scrivendo queste due nostre considerazioni. .

A proposito di Regolamenti, una domanda: è stata portata a termine la tanto auspicata anagrafe centralizzata per misurare ( voto Rsu e iscritti) la rappresentanza dei tanti sindacati che operano in Italia? Era questo un’importante e decisivo punto dello storico accordo Confederazioni sindacali, Confindustria e Associazioni datoriali.

Per saperne di più aprite i tre allegati

Allegato:
elezioni_rsa_rls_maserati.pdf
elezioni_rls_rsa_fiom_13_1_15.doc
la_fiom_si_autoesclude_fim-cisl.pdf

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