Maurizio Landini da appuntamento a Roma per il 6 e 7 giugno per il decollo della Coalizione sociale, un’Assemblea pubblica per "associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme di ingiustizia, discriminazione e progressivo deterioramento dei diritti. E che oggi decidono di promuovere un cammino comune". (vedi articolo allegato). E’ imminente la pubblicazione del manifesto-appello che indicherà le finalità e le modalità organizzative “per dimostrare che si può fare politica attraverso un agire condiviso(…) al di fuori e non in competizione rispetto ai partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali.

Un bel dilemma! Sarà o no un soggetto politico autonomo? Se una delle finalità dichiarata, ben a alta voce, è quella di fare opposizione a questo governo della demokratura, termine scalfariano, come sarebbe possibile non dichiarasi soggetto politico e non interferire, essere in competizione con pochi o tanti partiti?

Più volte Maurizio Landini ha sottolineato che il sindacato da sempre, con le sue richieste contrattuali, con quelle verso le Autonomie Locali e il Governo, ha fatto e fa politica.

Certamente, ma raramente nella storia ha rivendicato e soprattutto svolto il ruolo di soggetto politico autonomo, unitariamente , negoziando direttamente con il governo, in integrazione (a volte in conflitto!) con l’orientamento dei principali partiti presenti in Parlamento.

Questa esperienza (non certo avviata dalla Cgil ma dalla Fim di Carniti e dalla Flm) è stata contrastata in primo luogo da sinistra, dal PCI, in quanto lo stesso non condivideva prima (anni ’70) né i tempi né la modalità per l’unità sindacale, poi (primi anni ’80) il protagonismo autonomo del sindacato sui grandi temi dell’economia, per la difesa del salario reale dei lavorati collegando lo sviluppo occupazionale.

Il dibattito sulla “coalizione sociale” – per quanto ancora indefinita o aperta- ha suscitato consensi, perplessità e dissensi. Finora è stata insufficiente, schematica, l’analisi dell’esperienza storica in Italia, in particolare le diverse fasi della storia repubblicana. Anche in parte rimossa o con gravi cesure.

Tra i consensi all’iniziativa del leader della Fiom, sono diversi coloro che hanno espresso visioni, analisi, strategie anche ben diverse. Tanti hanno scritto, ne abbiamo selezionato alcuni, quelli di Pier Paolo Favilli, Luciana Castellina, Guido Viale, Riccardo Barbero, Gianni Marchetto (allegati). Sono tra loro dialettici e non poco.   

Su questo sito abbiamo già pubblicato, il 6-4-15, altri punti di vista: Marco Revelli, Sandro Antoniazzi, Ritanna Armeni, Riccardo Bellofiore-Giovanna Verdova, Bruno Monfellato  (alcuni richiamati dai sopraccitati autori) che  potete leggere attivando il link sottoindicato:

http://www.sindacalmente.org/content/la-coalizione-di-landini-sfida-ardua-o-scorciatoia-rischiosa-punti-di-vista

Allegati

 

 

 

Allegato:
coalizione_ecco_il_programma_pucciarelli_18-5-15.doc
partito_e_sindacato_analogie_e_differenze_favilli_28-3-15.doc
per_una_fusione_calda_societa_e_partiti_castellina_7-4-15.doc
limmaginario_spazio_a_sinistra_del_pd_viale_13-5-15.doc
a_proposito_di_coalizione_sociale_barbero.doc
coalizione_per_cominciare_bene_marchetto.doc

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