Il SSN è da anni depotenziato con la riduzione progressiva delle risorse (strutture, finanziarie e professionali) e con la crescita delle convenzioni con il privato. Per le visite specialistiche, gli esami di laboratorio, gli interventi chirurgici nelle strutture pubbliche le liste d’attesa sono molto lunghi, a volte incomprensibili dal buon senso. I pronto soccorso degli ospedali sono il punti critici che spesso evidenziano il limite di rottura, l’allarme rosso del sistema sanitario pubblico. Il decentramento dei servizi sul territorio e la riorganizzazione del ruolo e funzionamento dei medici di famiglia rimane un tema di approfondimento dei convegni e seminari, ma non dei programmi elettorali.

Paolo Russo pubblica, su La Stampa, una scheda riassuntiva su quanto proposto in questa campagna elettorale. Premettendo “ La sanità rischia di esplodere come una polveriera, stretta tra invecchiamento della popolazione e costi dell’innovazione che ne minano la sostenibilità economica. Nonostante questo i programmi dei partiti si limitano a proposte vaghe, tant’è che è servito interpellare i responsabili sanità dei partiti per metterle a confronto, che in tutti gli schieramenti puntano ad aumentare le risorse per il servizio pubblico, ad assumere personale per arginare la desertificazione di corsie e studi medici, a tagliare i super-ticket. Le coperture finanziarie? Quasi sempre un optional o centrate su generiche spending review. Partiti divisi invece sul ruolo del privato…” (vedi allegato) .

 

 

Allegato:
sanita_partiti_divisi_sul_ruolo_dei_privati_russo_stampa.doc

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