Dichiarazioni “roventi” da parte di Cgil-Cisl- Uil, e anche del ministro del Lavoro Catalfo – sono seguite alla stipula del primo Contratto Nazionale per i riders, sottoscritto a metà settembre, da Assodelivery (la principale associazione che opera in Italia) e UGL ( la Confederazione con minor numero di iscritti rispetto Cgil, Cisl, Uil).

uno dei tanti riders

Quell’accordo può essere definito “un accordo pirata”? Solamente perchè le tre grandi Confederazioni non hanno firmato? Com’è la loro presenza tra i riders? sono presenti? Si pone la domanda anche il professor Pietro Ichino, valente giuslavorista, che citando sentenze, la legge 128 di un anno fa, i criteri per definire le categorie e la maggior rappresentatività, conclude per il NO, afferma che è un Contratto Nazionale legittimo con luci e ombre. (v.allegato)

La vicenda fa riflettere, gli spazi vuoti che si sono aperti con l’empasse del negoziato nazionale sono stati occupati con spregiudicatezza e sfida dalla Ugl? C’è stata forse una  “gran dormita” delle tre principali Confederazioni sindacali? Troppo sicure della loro rappresentatività sul piano generale ma non settoriale? Le confederazioni Cgil,Cisl e Uil hanno definito in un manifesto unitario loro giudizio e le loro richieste, mettendo in dubbio la legittimità del contratto nazionale sottoscritto tra AssoDelivery e Ugl (v.allegato)

A Firenze, alla Just Eat, eletto il primo sindacalista, in Italia, con seggi elettorali volanti all’esterno dei fast food e tutti alle urne con il caschetto e lo zainetto d’ordinanza.

Così i rider fiorentini hanno eletto Yiftalem “Talem” Parigi. È lui il primo sindacalista scelto in Italia dai corrieri dell’economia digitale: sarà il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Just Eat. Classe 1998, studente di Economia, Talem è arrivato dall’Etiopia all’età di un anno, adottato da una famiglia italiana.

Dal 2017 nei weekend corre su e giù per Firenze: è uno delle migliaia di studenti che arrotondano facendo le consegne. (v.allegato)

Ricordiamo i principali fatti sulla vicenda dei Riders, lavoratori che si vedono sfrecciare in bici con ogni tempo però “invisibili” per le norme comuni ai lavoratori subordinati.

A Torino, nel 2018, ci sono state le prime denunce dei riders e i licenziamenti a seguire, poi  è seguita la prima causa al Tribunale del Lavoro, i parlamentari dell’epoca hanno presentato una proposta di legge sulla gig economy, il Consiglio regionale del Piemonte ha presentato al Parlamento una proposta di legge che vieta il cottimo nelle consegne a domicilio. A luglio 2018 il Consiglio comunale di Torino ha approvato una mozione per la costituzione di un tavolo tra istituzioni, rappresentanze delle piattaforme, organizzazioni sindacali,  per indicare una “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori della gig economy”, non sostitutivo dei contratti ma per una cornice di orientamento sulla dignità del lavoro. Poi ci sono state altre iniziative in altre città, in particolare a Bologna. Le Confederazioni Cgil Cisl Uil hanno preso “in mano” e portato avanti il problema sia verso il Governo sia verso AssoDelivery, la principale controparte, e poi……

Infine è successo quanto descritto nei particolari da Pietro Ichino……

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