La scomparsa di Guido Rossi, intellettuale, giurista, manager, scrittore è una grave perdita per chi vuole capire e cambiare le feroci dinamiche di un capitalismo senza regole. Per ricordarlo Il Manifesto ha scelto, tra i numerosi articoli  pubblicati, quello del 2009 “Nella globalizzazione la paura nega il diritto e il consumatore vince sul cittadino”. Così inizia. Negli ultimi vent’anni la globalizzazione ha cambiato radicalmente la vita economica, politica e sociale dei popoli e degli individui, senza che il diritto ne abbia seguito e disciplinato l’evolversi.

Jacques Derrida nei suoi seminari su La Bestia e il Sovrano (Jaca Book, 2009, p.61) ha fatto un esempio illuminante, chiedendosi quale sarebbe stata la reazione allo sventramento delle Torri Gemelle del World Trade Center dell’11 settembre 2001, se l’immagine non fosse stata registrata, filmata, indefinitamente riproducibile e compulsivamente trasmessa in tutti i Paesi del mondo. Il ritorno a Hobbes, dove lo Stato, il Leviatano, altro non è che una macchina per far paura e la paura è l’unica cosa che motiva l’obbedienza alla legge, induce a concludere che «siccome non c’è legge senza sovranità (…) questa chiama, suppone, provoca la paura». (…) v.allegato

Armando Massarenti in "Guido Rossi, avvocato difensore del pensiero critico", su Il Sole, conclude il suo ricordo con queste considerazioni " Guido Rossiin consonanza con ciò che è stato molte volte ripetuto in questa rubrica, di cui era un estimatorecondivideva l’idea della necessità di sviluppare al massimo grado il «pensiero critico» che sta alla base di ogni buona filosofia. Non foss’altro che per ragioni legate alla sopravvivenza stessa della nostra democrazia, la quale, come sostiene Amartya Sen, non consiste solo in una votazione ogni 4 o 5 anni, ma nella reale possibilità di sviluppare una discussione pubblica libera, competente, critica e informata. Cioè, in un parola, di essere tutti almeno un po’ filosofi.

Il Foglio lo ricorda "ripescando" dal suo archivio l'articolo, del 2015,  di Ugo Bertone " Acciaio, salotti, cerimonie, finanza. Fenomenologia di Guido Rossi" che racconta dei tanti incarichi ricoperti, della sua grande professionalità del suo acume politico; la storia del maestro giurista dalla penna velenosa verso il capitalismo loffio (ante-Piketty) e caustico con la sinistra pop di Syriza (e Obama) (…) v.allegato

 

 

 

 

Allegato:
nella_globalizzazione_la_paura_nega_il_diritto_rossi.doc
fenomenologia_di_guido_rossi_bertone_foglio.doc
rossi_difensore_del_pensiero_critico.doc

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