Adriano Sofri, sulla rubrica Piccola Posta sul Foglio, riassume la storia del referendum curdo-iracheno per l’indipendenza, indetto per il 25 settembre. E’ un delicatissimo banco di prova del ruolo degli Stati Uniti in medio oriente, che a suo tempo, per ottenere l’appoggio militare dei peshmerga curdi per fermare l’Isis avevano dato il loro consenso al governo regionale curdo, il Krg. Ora,con l’Isis fortemente ridimensionato grazie al valore militare dei curdi, l’amministrazione americana è sommersa da dubbi. Sofri conclude così. Manca da oggi meno di un mese, nel quale si vedrà chi riuscirà a prevalere nel gioco fra il gatto americano e il topo curdo-iracheno, e quanto vantaggio ne trarranno i terzi e quarti e quinti litiganti. Al momento, la richiesta americana di un rinvio sine die (l’ha caldeggiata anche un impegnato intervento del New York Times poco fa) sembra troppo indigesta per Barzani, e un rinvio a una data fissata che non vada oltre il prossimo anno sembra insufficiente a saziare Baghdad. Sarà un settembre interessante”. Per più notizie aprire l’allegato.

Allegato:
gli_usa_sono_preoccupati_del_referendum_curdo_sofri.doc

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