Quanto proposto dalla Cgil in materia di fisco è una rielaborazione di precedenti proposte note come tassa di solidarietà. Si tratat di una patrimoniale al di sopra di un determianto valore patrimoniale che esclude la gran parte degli italiani, che tranne eccezioni includerebbe la prima casa. Nel caso, nei giorni scorsi Susanna Camusso ha illustrato la nuova tassa ordinaria, ispirata al modello francese, per un prelievo dell’1 per cento per le famiglie con un ricchezza complessiva, al netto di mutui ed altre passività finanziarie, sopra gli 800mila euro. Riguarderebbe non più del 5% degli italiani. Il gettito sarebbe di circa 18 miliardi di euro, più di un punto del Pil. Così, unitamente all’evasione fiscale, si potrebbero reperire le risorse necessarie per alleggerire mensilmente di 100 euro mensili l’Ipef  che grava sui salari e sulle pensioni, a partire dai bassi e medi importi. La tassa patrimoniale in Italia, anche se limitata ai benestanti e grandi patrimoni, è considerata una sorta di tabù. Anche nei partiti sorici della sinistra. Chissà perchè, da un pò di tempo, da quando Berlusconi ha cancellato totalmente l’Ici anche per le prime case di lusso e abolito le tasse anche sulle grandi eredità, anche la Cisl ha voltato alle spalle ad un  qualsiasi tipo di patrimoniale. Eppure le grandi eredità del nonno non sono frutto della responsabilità e della produttività di chi ha la fortuna di riceverle. Una quota di solidarietà ci sta, eccome! Di che parla la Cisl quando va ai simposio dove  si prendono a riferimento encicliche e messaggi cristiani? Caro  Bonnanni è ora di battere un colpo nella giusta direzione, sul giusto strumento, uno squillo di tromba per la giustizia e la solidarietà.

  • Leggi l’articolo allegato con dati ed esemplificazioni, tratto da www.rassegna.it

Allegato:
Patrimoniale Cgil_27-3-11.doc

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