Lo slogan di tanti sovranismi “prima i nativi!” che è stato rilanciato con forza da Donald Trump si trasforma rapidamente in un “..prima i nostri”, e il popolo sovrano si rimpicciolisce ai votanti (una minoranza del paese ) che hanno conferito quel dato voto. Una somma di piccole e grandi bugie che diventano menzogna economica e sociale. Aboubakar Soumahoro, 38 anni italo ivoriano, laureato, sindacalista dei braccianti dell’Usb, è una personalità emergente – è stato promotore dello sciopero e della marcia dei braccianti neri e in “nero” di Rosarno, di mesi fa.

Una vita a lottare per i diritti dei dimenticati. Prima gli sfruttati! Una figura di sindacalista che porta i “suoi scarponi” nei campi, perché lì ha lavorato e conosce quella drammatica e dura vita. Soumahoro, intervistato da Giuseppe Genna per l’Espresso, (v. allegato) sostiene che la caccia allo straniero è solo un’arma di distrazione dal vero problema del nostro tempo. La cancellazione dei diritti sociali.

 “L’individualismo ci è stato indicato come la soluzione a ogni problema. Ma nessuno può affrontare da solo conflitti che sono uguali in tutto il mondo. Occorre una coscienza collettiva”. Soumahoro è un’eccezione o rappresenta una nuova leva di sindacalisti, che si farò valere già nel 2019?

Di certo è una tipologia di sindacalista sempre più rara; per quanto conosciamo sicuramente minoritaria e emarginata nella Cisl, nella Fai che pensa di collegarsi alla vita dei campi, di dare forza alla lotta contro il caporalato con articoli e foto di dirigenti sulla bella “rivista patinata” e con il “telefono verde”. Ma la realtà è ben diversa, non si può a lungo sottrarre, e cambierà anche questa “versione” della Cisl.

Allegato:
prima_gli_sfruttati_soumahoro_genna_espresso.pdf

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