Martedì 13 ottobre il Collegio Confederale Probiviri Cisl si è riunito per concludere l’iter dell’ordinanza del 27 agosto con la quale si è deliberata l’espulsione di Fausto Scandola. Quel provvedimento d’agosto che doveva essere cautelare è stato deciso violando norme statutarie che disciplinano l’attività e le prerogative dei Collegi dei Probiviri. La stessa conclusione del 13 ottobre è oltre il tempo indicato dalle norme. Fausto Scandola non è mai stato ascoltato dai probiviri nazionali, non ha  potuto difendersi; direttamente non gli è stato comunicato e contestato nulla.  

Altrettanto grave rimane il fatto che Fausto Scandola venga classificato, dalla gran parte del gruppo dirigente della Cisl e dai relativi organismi nazionali, come un “agente” – consapevole o meno – che opererebbe per delegittimare la Segreteria Confederale con attività di “dossieraggio” allo scopo di ostacolare il processo di rinnovamento avviato dalla nuova Segretaria Generale Anna Maria Furlan.

Sono errori che pesano e peseranno sulla credibilità del gruppo dirigente confederale. Ricordiamo che Savino Pezzotta (nel 2006) fu spinto alle dimissioni da una operazione di palazzo (di Via Po 21 e dintorni, chi sono stati i capi di quella cordata?) che portò al vertice Raffaele Bonanni; lo scorso autunno un’altra operazione di palazzo (sempre di Via Po 21 e dintorni, con un dossier anonimo fatto circolare anche ai media) spinse a precipitose dimissioni Raffaele Bonanni. I nomi di quegli anonimi certamente sono note in quel palazzo! La Segreteria Confederale attuale è composta da segretari che ben conoscono questi eventi essendo stati partecipi diritti o indiretti di quegli eventi.

Fausto Scandola non ha attivato quel genere di “dossieraggio” ben noto nel palazzo Cisl, bensì ha firmato con nome e cognome la lettera invita al S.G. Annamaria Furlan (rimasta senza risposta) e poi dopo 15 giorni (sempre firmando) una email inoltrata all’Esecutivo Cisl Confederale allegando quella lettera e segnalando alcuni casi anomali.

Quanto fatto e detto dal gruppo dirigente Cisl è un colossale errore, la gravità di violazioni di norme procedurali, di forma e di sostanza, della magistratura interna della Cisl, è un offuscamento per la credibilità del progetto di rinnovamento annunciato. Le parole non bastono, servono i comportamenti.

Le due lettere (allegate) che sono state inviate nei giorni scorsi al Presidente e al Collegio dei Probiviri Cisl Confederali vogliono evidenziare tutto ciò..

Una da Franco Aloia, come proboviro dell’Usr Cisl del Piemonte, l’altra da Toni Ferigo e Adriano Serafino in qualità di coordinatori per sindacalmente.org dell’appello sottoscritto da 140 iscritti Cisl, inviato settimane orsono ai Probi viri nazionali e alla segreteria Confederale.

Il Collegio dei probiviri non ha caratteristiche di terzietà, pertanto va profondamente riformato, come è stato sollecitato con una proposta fatta pervenire all’Assemblea Organizzativa dell’Ust Cisl Torino/Canavese (vedi allegato). Uno dei tre documenti conclusivi ha recepito tale necessità.

Sull’Assemblea torinese e su altre di cui disponiamo documenti, a giorni, inseriremo un'apposita documentazione con  commenti.

Il caso Scandola è tutt’altro chiuso. Non certo nella Cisl per quanto sia difficile perforare il “muro di gomma” che è stato eretto, ne tantomeno per la magistratura ordinaria che ha già convocato la prima udienza per il 17 dicembre 2015 presso il Tribunale di Verona. Seguiremo non solo con attenzione ma proporremo iniziative anche inedite.

Allegato:
al_collegio_dei_probiviri_cisl_confederali_aloia.doc
al_collegio_dei_probiviri_ferigo-serafino_3-10-2015.doc
odg_radicale_cambiamento_dei_collegi_probiviri.doc

2 commenti
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Sono iscritto alla CISL da più di 45 anni: ora, all’età di 68 anni ,mi trovo a ripensare a che cosa devo la perseveranza nell’essere iscritto a questa organizzazione.
    Gli iscritti al sindacato in generale ed alla CISL in particolare sono una moltitudine, per una parte di essa l’adesione significa la scelta di stare insieme ad altri per un comune obiettivo, condividendo idee, valori, stili di vita. La solidarietà all’interno del sindacato si fonda su un comune sentire ed è il carburante per l’attività dell’organizzazione sindacale.
    All’inizio della mia attività nel sindacato si affermò l’obiettivo del perseguimento, con il contratto dei metalmeccanici, dell’aumento uguale per tutti . Successivamente la politica contrattuale cambiò adeguandosi ai mutamenti economici e sociali.
    La CISL in molte occasioni ebbe un ruolo quasi profetico, nel senso che seppe leggere i segni dei tempi che stavano cambiando prima e meglio di altri ma progressivamente perse questa caratteristica e si adagiò, specie negli ultimi tempi, nella gestione delle attività connesse ai servizi e nella burocratica amministrazione dei conflitti, quando questi si verificavano.
    Il gruppo dirigente cislino degli ultimi anni ha dato una svolta facendo propri i simboli ed i valori che da sempre caratterizzano le controparti del sindacato: il perseguimento del successo misurato in base alla quantità di denaro che si riesce a mettere nel conto in banca. Grazie alla denuncia di Fausto Scandola questo fatto è emerso ed ha scandalizzato coloro che ne sono venuti a conoscenza.
    L’ordine del giorno del consiglio generale CISL del 21 settembre ha sostenuto senza incertezze (solo un astenuto) l’espulsione di Pietro Scandola reo di aver denunciato la vergognosa situazione degli introiti (stipendi più accessori) del vertice dell’organizzazione.
    E’ un segno dei tempi mutati, indica la strada intrapresa dalla CISL dopo aver messo da parte Savino Pezzotta, un segretario che cercava di impedire la deriva della priorità dell’interesse personale del dirigente rispetto a quella degli associati.
    Il senso del citato ordine del giorno è: noi segretari e simili siamo noi, voi iscritti siete niente, quindi prendete quello che con magnanimità vi concediamo e state zitti, noi possiamo concederci agi e privilegi anche se voi semplici iscritti non capite il motivo di questa situazione. Se poi qualcuno cerca di mettere in crisi il nostro status lo facciamo fuori, lo espelliamo, non potendo, al momento, metterlo al confino.
    Non credo ci siano possibilità di vedere ipotesi di cambiamento: non bisogna mettere limiti alla provvidenza ma la pazienza ha un limite.
    Mario Bessone tessera FNP-CISL 225857

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  2. Alfredo Bedin
    Alfredo Bedin dice:

    Chiedo perche il buon Scandola oltre a comunicare quanto già fatto e altro che farà non comunica anche il suo 730 o perlomeno la sua pensione lorda. Darebbe un contributo di chiarezza in merito a quanto circola in CISL relativamente alla sua pensione:????. Aldo Bedin

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