Patrimoniale, alti redditi e pensioni d’oro. L’instabilità politica, dei conti pubblici, del governo  è figlia della non capacità di individuare le coperture finanziarie per questa o quell’altra riforma strutturale di cui ha bisogno il nostro paese.  Quella di questi giorni è collegata alle coperture per Imu, Iva, Gig in deroga, esodati, ed altri capitoli. Confederazioni sindacali unite e Confindustria chiedono con insistenza al governo di ridurre le tasse sul lavoro. La Legge di Stabilità è alle porte. La coperta delle risorse finanziarie è certamente corta, come e certa l’importanza di abbassare le tasse sui bassi redditi e sulle imprese che investono per sostenere i consumi e la svolta economica per il Paese.

Eppure, per allargare questa coperta, non è all’ordine del giorno l’ipotesi  che le risorse debbano essere reperite, in modo proporzionale come prescrive il dettato costituzionale, dal patrimonio privato degli italiani, dagli alti redditi e alte pensioni ( non solo quelle d’oro). Il patrimoni privato, ha ricordato recentemente l'economista Giacomo Vaciago, è stimato 8 volte il Pil nazionale ( in Francia e Germania è di quattro volte) ed è concentrato per mmetà del suo ammontare nel 10% di italiani. Sottolineiamo anche il fatto che si è poco discusso sulle motivazioni della Corte Costituzionale che ha bocciato il prelievo di solidarietà imposto ai trattamenti pensionistici più elevati. Non è certo colpa della Corte ma dei pessimi legislatori come spiega  Fabio Fonzo ( vedi allegato).

Proponiamo la lettura anche di altri due articoli. Il primo di Pietro Modiano – ha ricoperto tra le tante cariche anche quella di Direttore Generale di San Paolo Banca Intesa – che motiva l’importanza e la necessità di una patrimoniale vera, ovvero che si applichi a chi ha di più. L’articolo è stato scritto a Luglio del 2011 quando era fortissima la crisi e la pressione sui conti pubblici che portò alle dimissioni il governo Berlusconi. Allora molti esponenti del mondo degli affari, della borghesia, dell’imprenditoria si  dichararono a favore. Poi di nuovo il silenzio.

Il secondo “Dalle pensioni della discordia ad una nuova eguaglianza” di Raffaele Morese, che tratta del problema degli esodati che non scema, dei 100.000 giovani non hanno potuto riempire il turn-over tradizionale per la rigidità delle nuove norme della Legge Fornero. E poi sulle tasse per le pensioni d’oro ed alti redditi che non possono essere disgiunti pena incocciare nei fulmini della Corte Costituzionale.

 

Allegato:
non_prendetevela_con_la_corte_costituzionale_fonzo.doc
dalle_pensioni_della_discordia_ad_una_nuova_uguaglianza_morese.doc
imposta_patrimoniale_per_chi_ha_di_piu_modiano_2011.doc

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