Chi ha conosciuto Nicoletta Dosio quando insegnava a Bussoleno, non può che dire «era davvero brava», tanti le affiderebbero l’educazione scolastica dei figli, l’opposto di quanto denigratori attuali vorrebbero far credere annoverandola tra «cattivi maestri» per le sue posizioni politiche. Sarebbe sufficiente fare un’indagine tra i giovani della Valle di Susa che partecipano ai cortei NO-TAV per capire cosa sono diventati ed il perché di loro scelte mature. Chi, fin dall'inizio degli anni 90, ha avuto modo di avvicinarla nelle prime iniziative popolari e dei Comuni della Valle di Susa contrarie al megatunnel Italia-Francia, non ha dubbi nel riconoscere nel suo impegno e nelle sue modalità di azione quella coerenza di comportamento nel perseguire i valori in cui si crede che sono stati il patrimonio di tanti militanti del secolo scorso che hanno dedicato una vita alla causa per la conquista di diritti universali in fabbrica e nella società. Lotte che molti di loro hanno pagato con carcere quando non con la vita.

La battaglia No-Tav vale tanto? Per l’indomita Nicoletta indubbiamente sì, perché assieme ad altre migliaia di persone in quello slogan vede l’opposizione non solamente ad un treno veloce, bensì ad un sistema economico e di potere.

Non prendere atto di questo significa non conoscere Nicoletta né quanti come lei si battono per quella causa; scelte coraggiose e controcorrente di una donna ultrasettantenne che conserva intatta la volontà di rimanere in prima fila costi quel che costi.

Il definirla la «pasionaria della Val Susa» è davvero omaggiarla? Ben sapendo che il suo concetto e il modo di concepire un leader è ben diverso da quanto è avvenuto nella storia della sinistra del secolo scorso.

Ora, a questa sua lotta Nicoletta aggiunge un ulteriore valore scegliendo una strada assai simile agli obiettori di coscienza di un tempo andando consapevolmente incontro ai mesi di carcere comminatile da un Tribunale che non ha saputo, o voluto, distinguere negli addebiti a Nicoletta, «le pagliuzze dalle travi».

Si è spesso trovata in decine di episodi di conflitto sociale: non si è mai tirata indietro operando per la coesione e l'organizzazione collettiva, per le manifestazioni di massa contrastando la violenza, anche quando altri pretendevano di usarla per il bene della Valle. Ha sempre messo la faccia anche nelle situazioni più difficili di grande tensione, prendendo non poche manganellate, mai con un passamontagna!

Potremmo affermare senza tema di sbagliare che i tempi attuali non sono quelli delle dittature e dei fascismi, certo, ma con altrettanta certezze possiamo affermare che viviamo tempi in cui il dissenso verso “questa democrazia rappresentativa” calate dall’alto, viene troppo spesso ostracizzato, quando non criminalizzato, con procedimenti indiziari che fanno dei gesti di rabbia, d’insubordinazione al “ potere costituito” un tutt’uno di disegno terroristico o che lo alimenta!

Con la  scelta di questi giorni, Nicoletta obbliga noi tutti a riflettere su questo mondo, su cosa sia e s’intenda per democrazia reale popolare e non già considerare lo status quo di quella rappresentativa e istituzionale. 

Perché non cogliere il senso che ha spinto Nicoletta a non utilizzare le misure alternative alla detenzione? Lei non ritiene di dover essere rieducata e continua ad affermare di non aver fatto in sostanza nulla di tanto illecito da meritarsi la sentenza del Tribunale. Obietta alla giustizia e al potere costituito e ne paga il prezzo con schietta fierezza!

Gli articoli che abbiamo raccolto consentono la riflessione su un caso politico inedito per il nostro paese abituato a lasciare in "libera uscita" tanti veri mascalzoni e manigoldi, che spiana tappeti giudiziari a truffatori dello Stato e dei beni comuni, che consente a ladri e truffatori «provati dal carcere» di uscire e trascorrere a casa, ai domiciliari, il periodo della pena o gran parte della stessa.  E tanto altro ci sarebbe da ricordare.

Vedi allegati

  • La protesta della Val Susa. Libertà per Nicoletta Dosio_M.Pagliassotti_Il Manifesto_2-1-20
  • Ingiustizia stridente: una campagna per la grazia_L.Pepino _Il Manifesto_2-1-20
  • La grazia non è un atto di clemenza_L.Pepino_Il Manifesto_7-1-20
  • Pagliuzze come travi! Mario Dellacqua 2-1-20
  • Dosio “No alla grazia per me amnistia a chi fa lotte sociali”_La Repubblica_4-1-20di Federica Cravero e Jacopo Ricca
  • Se un anno di carcere vi sembra poco… Gianluca Vitale_Volerelaluna_3-1-20
  • Da 40 anni conosco Nicoletta, intervista a Silvano Giai.Stampa_7-1-20

Allegato:
la_protesta_della_val_susa_pagliassotti_man_2-1-20.doc
ingiustizia_stridente_ci_vuole_la_grazia_pepino_2-2-2020.doc
la_grazia_non_e_un_atto_di_clemenza_pepino_7-1-20.doc
le_pagliuzze_e_i_tronchi_dellacqua.doc
no_alla_grazia_per_me_dosio_rep_4-1-20.pdf
se_un_anno_di_carvere_vi_sembran_poche_vitale_3-1-20.doc
la_mia_lotta_in_una_cella_di_2_mt_dosio_rep_9-1-20.pdf
lottare_dalla_parte_giusta_nicoletta_14-12-19.pdf

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