MUORE FAUSTO SCANDOLA – vive la sua battaglia – per cambiare questa Cisl –

E’ morto Fausto Scandola, nella notte tra venerdì e sabato. Era da tempo malato. Ha trasmesso ai famigliari il suo desiderio per un rito semplice, riservato, senza bandiere. Si svolgerà nella chiesa di San Pietro Cariano, a dodici km da Verona. Era un “orso buono”. Fausto ha lasciato questa vita ma i problemi etici e morali da lui sollevati restano come impegno per tutti coloro che hanno a cuore il cambiamento della Cisl, del sindacato. La sua espulsione dalla Cisl ora è un atto irreparabile è rimarrà molto di più che un grave errore, anche per l’infamia statutaria operata violando prassi e norme.

Fausto Scandola ha ripetuto più volte “ Io non mi fermo, vado avanti con la mia denuncia, sono ostinato e caparbio, anche un po’ orso… bisogna lottare per cambiare questa Cisl nella quale più  dirigenti – ai massimi livelli confederali, di categorie e enti – non rappresentano né degnamente né eticamente la base dalla quale ricevono risorse e impegno militante”.

Cambiare questa Cisl in un sindacato trasparente – per gli iscritti e per i lavoratori –  affinchè i suoi atti siano sempre coerenti con chi si rappresenta. Un sindacato con valori etici e morali ben vivi, quelli che hanno segnato la storia del sindacato per affermare diritti e eguaglianza. Valori che nella storia Cisl sono stati espressi da tanti militanti e iscritti che hanno costruito, nel passato e da coloro che continuano a farlo oggi, il sindacato nel territorio e sui luoghi di lavoro. Senza dover scrivere lunghi codici etici con linguaggio spesso tortuoso.

Noi continuiamo con le iniziative che con lui abbiamo concordato meno di dieci giorni fa, dopo la trasmissione delle Iene, nella quale ancora una volta è ben emersa la sua statura morale, ben diversa e più rigorosa di molti dirigenti posti alla guida della Cisl, di categorie, di enti e società collegati. Vedi http://www.sindacalmente.org/content/la-cisl-tra-complotti-e-iene-non-sempre-il-silenzio-%C3%A8-doro-e-la-fim-lo-rompe

A noi, a tutti coloro che hanno sottoscritto mozioni e appelli da agosto 2015 in poi, a tutti coloro che nella Cisl hanno posto risolutamente (o timidamente) domande ai vertici sindacali, spesso senza ricevere risposte, rimane l’impegno per risanare il nostro sindacato da troppe “scorie”, per consentire a delegati, militanti, iscritti di essere protagonisti nel partecipare alle scelte della Cisl. Riprendendo la parola e alzando la voce.

In allegato

  • La  scomparsa di Scandola sul web_La Repubblica_P.Griseri
  • Addio a Scandola_Corriere Veneto

Allegato:
la_notizia_sul_web_paolo_griseri_19-3-16.doc
addio_a_scandola_corriere_del_veneto.doc

7 commenti
  1. Aloia Franco
    Aloia Franco dice:

    Caro Fausto, non ti ho conosciuto di persona, non ci siamo mai parlati direttamente,eppure, dal momento della tua giusta denuncia, ti ho percepito come se ti avessi sempre frequentato, una persona famigliare. Si, tu hai fatto parte di quella bella schiera di militanti,di dirigenti che hanno costruito la cisl.. Ora li hai raggiunti e stai con loro. Li, l’ingiustizia che hai subito,diventa un merito e non lascia rancori.
    A noi lasci il compito di cancellare l’infamia della tua espulsione dalla cisl chiedendo a chi l’ha compiuta di farsi da parte per ricostruire quello che hanno demolito.
    Ci sono nella cisl gli anticorpi e i giovani per riprendere la strada di un sindacalismo moderno pulito e fortemente collegato agli iscritti ed ai lavoratori.
    Grazie Fausto, per averci ridato il gusto delle battaglie per le cose giuste. Grazie per averci sollecitato a restare nella cisl per ripulirla e risanarla.
    E’ un impegno che affronteremo anche a nome tuo. Franco Aloia

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  2. toni ferigo
    toni ferigo dice:

    Anche io,come Franco Aloia, non ho incontrato Fausto Scandola.Ho ben poco da aggiungere al bel ricordo che ne hanno fatto Franco, nel suo commento, e Adriano molto più in sintonia con Fausto di quanto non fossi io. Non sono un fondatore e quando entrai nella FIM-Cisl le basi per il sindacato dei fondatori erano già state poste. Avrei forse avuto altre “militanze” se non fosse stato questo.
    Fausto era al 100% uno di loro,l’ho potuto percepire sin dall’inizio di questa triste e squallida storia che lui ha denunciato. Ammirazione oltre che affetto sono state le immediate reazioni.
    Non si butta via un’esperienza che segna una vita e che non vuole vederla immiserita e che amareggia anche l’Autunno dell’avventura terrena.“cosa si lascia di una coivolgente passione a chi viene dopo”. Immagino che questo pensiero abbia attraversato più volte Fausto motivandolo ancor più e che continua in altri cari amici, ( e compagni).
    Mi permetto di osservare,come feci,che è non solo una questione morale in gioco,ma anche politica. La Cisl in cui entrai non era moralistica. L’etica non era separata da quel che si proponeva, di come si agiva, dal funzionamento, usando un termine banale) dell’organizzazione. Era pertanto anche un impegno politico con tutto quello che ne seguiva.
    Ebbene è mia opinione che, nella situazione di oggi,vi sia ancor più bisogno di questo perché l’etica di una organizzazione è,forse,il primo dato politico,drammaticamente attuale.I comportamenti di un gruppo dirigente,incapace di cogliere ciò, anzi infastiditi dalle critiche e arroganti nelle risposte,non diversamente da parecchi politici,sono,non solo, un danno e un insulto, ma anche un fatto politico riassumibile nella battuta reazionaria “tu non sai come va il mondo. Sei rimasto nel secolo scorso”. Certo va in una direzione che non dovrebbe essere quella di un sindacato all’altezza di compiti sempre più complicati,che richiedono trasparenza, capacità di autocritica,rapporto intenso con la base,e convinto che “ proprio perché molti lavoratori,e tanti che lo vorrebbero essere lo testimoniano,noi sappiamo come va il mondo e per questo,con, altri vorremmo cambiarlo”. Onore a tutti coloro, come Fausto, che sperano che la CISL cambi e che si debba lottare per questo, ma sono ormai decenni che i risultati sono pochi e,purtroppo,anche la sua dolorosa vicenda lo dimostra. Lo saluto come un esempio di coraggio, di tenacia e di fedeltà all’impegno di una vita. Pur senza incontrarlo gli ho voluto bene e lo ringrazio. Le persone come lui restano e il livello delle sintonie non contano per niente. Quando penserò a chi,in questo mondo,è fontedi speranza e anche consolazione ci sarà anche lui. Toni Ferigo

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  3. giulio cometto
    giulio cometto dice:

    Penso che il modo migliore per rendere onore e ricordare Fausto Scandola, sia quello di continuare la sua battaglia “ahimè solitaria” contro un sistema di potere e di abusi di cui si sono resi protagonisti e complici, buona parte del gruppo dirigente della Cisl che si è avvicendato negli ultimi anni ai vertici di questo sindacato, facendogli perdere progressivamente credibilità e autorevolezza sia all’interno, tra gli iscritti,che all’esterno nei confronti delle altre organizzazioni sociali e politiche.
    Giulio Cometto

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  4. salvatore mancuso
    salvatore mancuso dice:

    Scandola è morto. La Cisl è stata il boia delle sue sacrosante istanze di trasparenza e della sua indignazione per il cedimento di valori etici e morali per quanto riguarda maxi stipendi, maxi pensioni e cumuli. Salvatore Mancuso

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  5. Rodolfo Vialba
    Rodolfo Vialba dice:

    Non ho conosciuto personalmente Fausto ma mi sono ritrovato nell’aderire e nel proseguire la battaglia per la coerenza, la legalità e la trasparenza all’interno della CISL che lui aveva, per ragioni etiche e morali, iniziato e che è stata la causa della sua espulsione. Non vorrei sembrasse fuori luogo o esagerato il richiamo all’Apostolo Paolo “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”. Lui sicuramente ha conservato la sua fede nella CISL invitando tutti a non lasciare, a restare nella CISL e combattere. Noi che restiamo continuiamo la sua battaglia, fino alla fine della nostra corsa. Ne vale la pena perchè la CISL è più grande di coloro che la rappresentano. Rodolfo Vialba

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  6. Aldo Celestino
    Aldo Celestino dice:

    La scomparsa di Fausto Scandola mi è giunta inaspettata e mi ha colpito particolarmente. Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente ma ho condiviso in pieno la sua battaglia e gli ho espresso la mia solidarietà e la mia vicinanza per la grave ingiustizia subita.
    Si perché se si denuncia la verità non si può essere condannati come invece è stato fatto per Fausto. Anzi un’organizzazione seria avrebbe dovuto premiarlo e fare solenne autocritica, invece cosa ha fatto la segreteria della CISL Confederale? Lo ha espulso ed ha continuato come prima (non basta un pannicello caldo a sanare una grave ferita) mettendo la testa sotto la sabbia e fuggendo di fronte all’opinione pubblica. Ma così ne ha fatto un martire.
    Ho nutrito ammirazione per Fausto perché ha difeso la sua CISL sostenendo che la CISL non è di questo gruppo dirigente,che la rappresenta solo pro-tempore, ma appartiene agli iscritti, dei quali questo gruppo dirigente abusa ampiamente per costruirsi maxi stipendi e maxi pensioni.
    E ci ha insegnato che, di fronte a questo grande scandalo, non bisogna lasciare la CISL, ma a maggior ragione si resta e si combatte per cacciare i ladroni dal tempio.
    E ci ha dato un esempio di grande dirittura morale, che oggi è difficile riscontrare, anche perché Fausto era un militante-dirigente che ha contribuito a costruire la CISL.
    Fausto ha sollevato il coperchio della questione morale della CISL, perché non si può rappresentare degnamente milioni di lavoratori, molti dei quali hanno salari miseri, attribuendosi stipendi e pensioni superiori a quelli dello stesso Obama.
    La prima cosa che abbiamo imparato quando siamo entrati nella CISL è stata che bisogna condividere con coloro che si vogliono rappresentare tutte le condizioni compresa quella retributiva (quanti se ne ricordano ancora oggi?).
    E che la questione morale ed i valori della CISL, non sono separabili dal comportamento dei gruppi dirigenti. Valori e comportamenti sono l’essenza della questione politica di una organizzazione, nella quale sono convinto ci sono ancora militanti e giovani che hanno voglia di cambiare questa organizzazione per dare un contributo serio al cambiamento di una società ingiusta e diseguale.
    Il modo migliore per ricordale il suo esempio è, a mio parere, quello di continuare la sua battaglia per ripulire questa organizzazione altrimenti il sua declino sarà irreversibile. Aldo Celestino

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  7. CLARA MICELOTTA
    CLARA MICELOTTA dice:

    HO APPRESO DELLA DIPARTITA DI FAUSTO. QUEL FAUSTO CHE,CON IL SUO CORAGGIO HA URLATO IL DOLORE CHE PORTAVA NEL CUORE, NEL VEDERE LA SUA CISL,SGRETOLARSI A PEZZI NEGLI ULTIMI ANNI.

    APPARTENERE ALLA CISL ERA UN GRANDE ORGOGLIO PER TUTTI COLORO CHE HANNO MILITATO NEGLI ANNI- OGNUNO CON LE PROPRIE CONOSCENZE E BUONA VOLONTA’-COSTRUENDO MATTONE SU MATTONE UN GRANDE MURO.

    FAUSTO APPARTEVEVA A TUTTO QUESTO,PERSONA CON DEI VALORI FORTI,
    EPPURE, PER I NUOVI DIRIGENTI NON ANDAVA BENE, L’EPILOGO E’ STATO L’ESPULSIONE COME UN ODIOSO ASSASSINO.

    A NIENTE SONO SERVITE LE FIRME RACCOLTE PER IL REINTEGRO,-NON SI PUO’ FARE, HANNO DETTO- FAUSTO HA PECCATO MOLTO….DIRE LA VERITA’.
    GRAZIE FAUSTO, PER AVERE CON IL TUO GESTO, RISVEGLIATO UNA VECCHIA PASSIONE, LA PASSIONE, DI SENTIRSI VIVI PER I SANI PRINCIPI. Clara Micelotta

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