M5S E LEGA: L ‘AUTONOMIA DELLA TECNICA POLITICA – F.Astengo – sarà così il “nuovo”? –

In “Dall’antipolitica all’autonomia della tecnica politica” (allegato), Franco Astengo, un pensiero che va controcorrente, esprime la sua valutazione su quanto succede nell’iter per la formazione di un governo Lega-M5S, e in conclusione scrive “Così come era già stato tentato dalla Bicamerale del 1997, dalla proposta del centro destra nel 2006, dalle modifiche costituzionali proposte dal PD e poi bocciate dal referendum del 4 dicembre 2016: tutte proposte segnata dalla medesima tensione e dalla stessa ansia: quella della ricerca del potere. L’antipolitica oggi sta così raggiungendo  la sua sublimazione esaltandosi nella più pura delle tecniche della politica e raggiungendo i propri – un tempo deprecati – predecessori nell’affannosa ricerca della governabilità fine a se stessa.”

Sono tanti i cittadini con il “naso all’insù”, privi di alcun collegamento consultivo e partecipativo, in attesa di quanto M5S e Lega definiranno per i contenuti e la composizione di un nuovo governo. Sono i due principali partiti indicati come portatori di “populismo”, di istanze “antististema”. Spesso con queste parole si tende a coprire il radicamento di questi soggetti politici “ai sentimenti popolari” (ora di timori e paure per l’occupazione e verso l’immigrazione) e la contestazione al cosiddetto establishment.

Ben più severo è il giudizio del sociologo Domenico De Masi, che ha sostenuto apertamente il M5S nella convinzione che si otesse creare una futura moderna socialdemocrazia passando per l'alleanza con il PD. Ha rilasciato per Il Manifesto una lunga intervista contro l'ipotesi di un gioverno M5S-Lega. Ha detto " E' il giorno più nero della sinistra…". (vedi allegato)

Altrettanto severa e pessimista l'analisi  in "Anno sero" di E. Mauro su La Repubblica (allegato)

Vedi anche altri due allegati sul contesto del negoziato M5S_Lega

Allegato:
dallantipoltica_allautonomia_della_tecnica_politica_astengo.doc
rimpatri_porti_sicuri_accoglienza_cosa_aspettarsi_rs.doc
governo_m5s_e_lega_passi_in_avanti_ansa.doc
e_il_giorno_piu_nero_della_sinistra_de_masi_manifesto.doc
lanno_zero_ezio_mauro.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Le tante “destre” italiane. Sin dal primo “vaffa” di Grillo ho pensato che il suo movimento ( e di casa leggio) fosse un’antica forma di destra tipicamente italiana. Il vaffa è troppo simile al “me ne frego”. La cultura dinamica del 2nuovismo” giovanile e rampante è troppo simile al dinamismo del “futurismo”. La garanzia della purezza degli obiettivi in mano a Mussolini e alla Casaleggio associati. Le elezioni del 4 marzo hanno illuminato il tutto con un forte segno dell’intero elettorato italiano, orientato a destra. Evidenziando ancora una volta l’esistenza di tante destre italiane. La destra della coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni premiata al Nord e la destra Grillo-Casaleggio al Sud. Le condizioni economiche-sociali delle due aree territoriali hanno orientato a forme diverse dell’elettorato tra le possibili scelte di destra. Pensavo di essere tra i pochissimi a ritenere il M5s decisamente espressione di valori e di cultura di destra. Il dopo elezione ha precisato che non solo il M5s è di destra ma è nelle pulsioni più estremiste. Più attratto dalla destra leghista che da quella forzista, centrista, nazionalista. Se anche Ezio Mauro colloca M5s e la Lega, entrambe nell’area di destra mi rassicura. Mi fa sentire meno solo e mi spinge a una battaglia che prima di essere politica e culturale. Franco Aloia

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