Abbiamo scelto due articoli che sospingono alla riflessione, a pensare. Fabrizio Barca, sito lavoce, scrive sulla concentrazione del potere: forte e crescente concentrazione del controllo sulla conoscenza e l’uso improprio degli algoritmi non sono il frutto inevitabile della tecnologia dell’informazione, ma di scelte politiche. Oggi però si aprono nuove possibilità per invertire la rotta. Sottolinea che ciò ha contribuito all’aumento diffuso della concentrazione di ricchezza: in Italia, fra 1996 e 2016, la quota di ricchezza netta posseduta dal 10 per cento più ricco è passata da meno del 50 per cento a oltre il 60, quella dei primi 5mila adulti dal 2 al 7 per cento.

Tra gli interventi da assumere anche un’azione per costruire una “sovranità collettiva” sui dati personali e sugli algoritmi di apprendimento automatico, ossia i modelli che, utilizzando grandi masse di dati, ricercano correlazioni fra fenomeni e forniscono previsioni su cui basare decisioni.

Barca ricorda che con il regolamento generale per la protezione dei dati la Ue ha stabilito principi rilevanti per la tutela dall’abuso degli algoritmi, che consentono le condizioni per l’azione integrata descritta nel Rapporto del ForumDiseguaglianzeDiversità. (vedi articolo allegato)

Andrea Benvenuti nell’articolo Innovazione, sindacati alla sfida dell’algoritmo , su Conquiste del Lavoro, sintetizza alcuni casi di applicazione dell’Intelligenza Artificiale che scuotono la società, l’industria e tutto il mondo del lavoro. (…) Meno di un mese fa, un interessante studio pubblicato dall’European Trade Union Institute (Etui, l’Istituto di ricerca della Ces) metteva l’accento sulle implicazioni che l’Intelligenza Artificiale comporterà per il lavoro così come lo abbiamo conosciuto finora e, in quali termini, i lavoratori dovranno adattarsi (quando non ne saranno espulsi) a nuovi processi di organizzazione, ruoli e mansioni. (…)

In un’altra recente ricerca, realizzata da Federmanager, in associazione con MIT Technology Review Italia e l’Università La Sapienza su “Intelligenza Artificiale, Innovazione e Lavoro”, si analizzavano inoltre le risposte di 500 manager di imprese italiane rispetto a come essi vedono il cambiamento che si profila all’orizzonte.

Ebbene, in entrambi i casi, c’è poco da stare allegri: l’onda d’urto sarà violenta, il tasso di sostituzione “macchina e capitale umano” sarà in molti casi più sfavorevole per i lavoratori e l’inserimento dei nuovi profili richiesti non sarà, soprattutto nei primi anni, in grado di soddisfare la richiesta di mercato.

Ultimo esempio di “algoritmo per la gestione delle persone”. Tra le aziende che lo stanno sperimentando ci sono la Hiscox e la Cisco rispettivamente colossi leader nel comparto assicurativo e informatico. Molte le critiche sull’utilizzo di queste tecnologie che rischiano di aumentare la pressione e lo stress sui lavoratori. Se pensiamo alle denunce raccolte dai sindacati del terziario sulle condizioni dei lavoratori dei megastore di Amazon, possiamo immaginare che l’applicazione su larga scala di questi software e piattaforme di controllo delle performance dei lavoratori possono essere devastanti. Pensiamo ai software che sono in grado di monitorare l'umore e la posizione di una persona e l’attività delle dita sulla tastiera del Pc sul posto di lavoro. Sono aspetti terrificanti e che stravolgono le tutele dei lavoratori e pongono delle sfide difficili con cui il sindacato (internazionale e nazionale) è chiamato a misurarsi.(…) vedi articolo allegato

 

Allegato:
sara_leuropa_ad_arginare_lo_strapotere_degli_algoritmi_barca.doc
innovazioni_e_algoritmi_che_scuotono_i_rapporti_benvenuti_cdl.doc

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