I miei anni a Mirafiori – dalla presa di coscienza operaia  a viceSindaco – Tom Dealessandri – Francesca Bolino, intervista Tom Dealessandri, su La Repubblica nella galleria  di “Uomini&donne illustri”. Prima operaio a Mirafiori, poi delegato a Rivalta, quindi una lunga carriera come sinda­calista, infine dieci anni da vicesindaco negli anni della Torino targata Chiamparino. Tom Dealessandri, classe 1949, si rac­conta.«La mia gioventù l’ho passata a Mirafiori. Sembrava una Disneyland, era un inferno… Avevo fatto domanda per entrare in Fiat perché volevo stare meglio anche se come imbianchino nel­le famiglie agiate dei pae­si si veniva trattati molto bene… Nel 70 sono stato eletto per la prima volta delegato: mi sentivo ad­dosso una responsabilità più grande di me. Ma poi ho partecipato a quasi tut­te le lotte operaie e a tutte le trattative su Fiat… Ma la cosa che aveva creato più interesse in me era la condizione operaia: cosa diavolo voleva dire? E così, quando è uscito il posto alla Fiat, ci sono andato molto per la curiosità di capire che cosa volevano dire questi paroloni». Poi l’epoca Castellani – L’elezione di Valentino a sindaco non è stato un incidente di percorso, ma una scelta voluta, come tappa finale di un percorso messo a punto da anime diverse. Da assessore nella giunta Chiamparino ho visto la città trasformarsi: ma nulla è avvenuto per caso. Dietro c’era un progetto del quale sono stato un artefice La sua faccia, le sue mani, il suo modo di parlare, tutto in Tom Dealessandri ci porta al mondo della fabbrica, dove anche le parole sono azioni. La storia della sua vita è una parabola simbolica di un’epoca torinese con i suoi miti, l’impegno, il conflitto, l’esercizio virtuoso del negoziato, un pragmatismo ostinata che diventa etica politica, una cifra esistenziale dove anche la fede è una conseguenza della prassi. Ma cominciamo dall’inizio (…)   aprire l’allegato.

 

Allegato:
la_mia_gioventu_alla_fiat_e_poi_al_comune_dealessandri_bolino.doc
la_mia_gioventuu_alla_fiat_dealessandri_bolino_rep.pdf

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