L’aumento retroattivo delle bollette Smat dell’acqua, per ATO3 era illegittimo. Pronte centinaia di cause. Smat condannata a rimborsare i rincari applicati per compensare il calo dei consumi. Andrea Rossi, su la cronaca cittadina de La Stampa, racconta la “ruberia” legalizzata applicando aumenti retroattivi sulle bollette per riequilibrare il bilancio a causa di minor consumi registrati. Ora è giunta la sentenza del Giudice di Pace che ha accolto, dopo parecchio tempo, il  il ricorso pilota promosso da un condominio, appoggiato dal Movimento per l’acqua pubblica e assistito dall’associazione di consumatori Adoc.

Gran dormita delle altre grandi associazioni dei consumatori e dei sindacati maggiormente rappresentativi? Continuerà ancora? Se non s’informano le tante decine di migliaia che Cgil, Cisl,Uil hanno nel territorio dell’ATO3 (vedi allegato) questo risultato – per nulla consolidato – potrebbe svanire. Perché non pensare ad un iniziativa unitaria di Class Action (introdotta nel 2008)?

Le bollette Smat per ATO£ riguardano il territorio torinese e dintorni, ma le tariffe elettriche riguardano l’intero territorio nazionale.

Anche sulle tariffe elettriche aleggia un fumus di “imposizioni di tasse arbitrarie e ingiuste”  in quanto dall’inizio del 2017 si scaricano costi (nei fatti vere tasse) su utenti a prescindere dal consumo dell’energia. (vedi allegati tratti dal web).

Per un verso sono i cosiddetti Oneri di sistema, un costo fisso conseguente alla “novità” perversa di aver abolito, ad esempio per le seconde case, il criterio di progressività delle tariffe in rapporto ai consumi reali di un utente. Le bollette della luce non sono semplici da leggere, ci sono troppe voci e alcune incontrollabili (come ad esempio le spese per il trasporto dell’energia, la gestione del contatore, e ora gli oneri di sistema).

Citiamo un caso reale di una bolletta del 2017 per una seconda casa, in zona montana del torinese, non turistica, frequentata mediamente una volta al mese, con potenza contrattuale di 1,5 KW: sul totale della bolletta bimensile di circa il 40 €, ben 21 € (oltre il 50%) sono per questi immaginari oneri di sistema, e altri 8 € per spese del trasporto energia e gestione del contatore, mentre la spesa per il consumo di energia (in genere stimato e non letto) è di 7 €. Poi Iva.

Si può dire che stiamo assistendo, tranne lodevoli eccezioni, ad un gran dormita a difesa dei cittadini, degli utenti. E sonnecchiano in particolare le grandi organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori.

Per maggior informazione aprire gli allegati

 

Allegato:
laumento_smat_era_illegittimo-rossi_9-11-17.doc
ambito_territoriale_ottimale_ato3.doc
che_cosa_sono_gli_oneri_di_sistema.doc
bolletta_luce_seconda_casa_2017.doc
la-class-action_sito_diritto.pdf
le_associazioni_di_consumatori.doc

1 commento
  1. Borgna Antonio
    Borgna Antonio dice:

    Sarei favorevole ad un’iniziativa di class action, condotta da organismi competenti (ora dormienti), nei confronti delle società distributrici di energia elettrica poichè ritengo si produca un vero e proprio furto nell’applicazione di balzelli quali oneri di sistema e trasporto energia.
    E’ assurdo che per una seconda casa frequentata solamente per 15 giorni durante il periodo estivo, il costo annuo dell’energia elettrica, sia passato da E. 150 circa ad oltre E. 300.
    Questo è il classico modo di colpire la massa dei contribuenti avvalendosi del grande numero di utenze e contando sulla pressochè impossibile azione personale a tutela delle proprie singole ragioni.Grazie e saluti A.Borgna

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