Toni Ferigo ha fatto una ricerca su alcune riviste e web francesi sulla vicenda Fca-Renault rintracciando commenti di studiosi. Sono emerse cose "non o poco dette" nel dibattito in Italia, avendo preferito semplificare con “..ha prevalso il sovranismo e il protezionismo di Macron”. L’articolo è suddiviso i tre capitoli:1) una governance squilibrata, 2) il grande è sempre “bello” e sufficiente flessibile per il rinnovamento?, 3) Fca in ritardo di know-how nel campo elettrico, le nuove normative per la Co2. Le riviste consultate: Fonti  Alternatives economiques e  Gerpisa publications. Così inizia.

La fusione abortita tra FIAT e Renault illustra le manovre per affrontare una sfida storica in un settore industriale che deve essere  trasformato profondamente sulla spinta di  produzione di veicoli a basso consumo e con basse emissioni di CO 2. Gli standard sulle emissioni dovrebbero essere rafforzati a livello europeo nei prossimi anni, il progetto di legge sulla mobilità, (attualmente in discussione in Francia all'Assemblea nazionale,) prevede il divieto dei motori termici sui nuovi veicoli (auto private e piccole utilities) nel 2040, proibizione che le Ong ambientali vorrebbero applicare dal 2030.

È quindi l'industria automobilistica, che si è sviluppata per più di un secolo, tutta basato sulla benzina o sul motore diesel, deve reinventarsi per un futuro che si concili con la sopravvivenza del settore, del pianeta e dei mutamenti climatici. Sfide che incoraggiano i costruttori a unirsi per affrontare gli enormi investimenti necessari per questa svolta. Ma le dimensioni sono sempre una risorsa nel settore automobilistico? E il progetto presentato da Fiat alla Renault è stato davvero "win-win" (ndr. vantaggiosa, vincente) per entrambe le parti? (…) per continuare aprire l’allegato

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Allegato:
renault-fca_le_cose_non_dette_news_francia_ferigo.doc
cina_il_padrone_elettrico_af_rep.pdf

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