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redazione
Italia: politica, economia, società

La destra di oggi e Don Milani

Paolo Landi e Francesco Gesualdi, ex-allievi di Barbiana, hanno postato sul sito www.articolo21.org – il 3 settembre – un dettagliato articolo con un lungo titolo interrogativo. Fanno emergere i capisaldi del pensiero e dell’insegnamento del priore di Barbiana, conseguentemente contestano, in quanto non veritiera, la frase posta ai piedi della statua di Don Milani, nel Comune di Vagli di Sotto (Lu) che esprime un suo presunto giudizio sul comunismo, targa in seguito rimossa.

Il fascismo ieri e la destra di oggi: perché la destra cerca ora di appropriarsi del personaggio Don Milani mentre, nel 1965, lo ha combattuto ferocemente? di Paolo Landi e Francesco Gesualdi https://www.articolo21.org/

<< Il fatto – Un comune della Lucchesia (Vagli di Sotto) decide una statua a Don Milani: verrebbe da pensare che sia un comune sensibile ai suoi insegnamenti. Ma l’intento appare subito ben diverso: accreditare un don Milani anticomunista, da utilizzare nella propria propaganda politica. Sulla targa sta scritto: “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire ad una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”.

Se ci fosse qualche dubbio sulla strumentalità del messaggio, a chiarirlo è il manifesto che annuncia la benedizione della statua (per il 23 agosto 2026), dove con il nome di don Milani campeggia un grande logo della fiamma tricolore; emblema del fascismo. Il manifesto precisa inoltre che: la statua sarà benedetta da un vescovo metropolita della chiesa ortodossa italiana, cioè scismatico.

Chiunque abbia conosciuto Don Milani sa bene della sua passione e rigore per la verità storica e la sua opposizione a tutti i regimi autoritari e antidemocratici. La frase sulla targa, non rientra tra le citazioni e gli scritti di Don Milani. La targa e il logo con la fiamma tricolore, rappresentano una chiara strumentalizzazione e falsità della memoria e della storia di Don Milani.

Bene hanno fatto la Dott.ssa Flavia Milani Comparetti, erede del priore di Barbiana e la Fondazione Don Milani, a presentare ricorso al Tribunale di Lucca per chiedere la rimozione della targa ai piedi della statua di Don Milani.

Il fatto suscita tuttavia alcuni interrogativi su cui riflettere

1965 – Don Milani demolisce i valori patriottici della destra

Chi conosce la storia, sa bene che nel 1965, dopo la pubblicazione della Lettera ai cappellani militari, don Lorenzo fu oggetto di una durissima campagna diffamatoria, guidata dal settimanale fascista Lo Specchio

I cappellani militari, in un loro ordine del giorno, avevano inneggiato al sacrificio dei caduti … sotto tutte le divise e bandiere, per il sacro ideale di Patria, facendo seguire l’accusa agli obiettori di coscienza di essere: … estranei al comandamento cristiano dell’amore ed espressione di viltà; aggiungendo altresì che: … l’ obiezione di coscienza è un insulto alla patria e ai suoi caduti. (comunicato del 12/02/1965)

A questo comunicato seguì una risposta di Don Milani, ripresa ampiamente dalla stampa laica e cattolica, pubblicata integralmente dalla rivista del PCI, Rinascita e da Azione non Violenta di Capitini.

La destra rispose con una campagna durissima. La sua risposta non si era limitata all’obiezione di coscienza, bensì aveva messo in discussione i valori patriottici cari al mondo della destra fascista. Valori presenti nella scuola, nella società, nella politica, e anche nella Chiesa, nonostante i 20 anni dalla Costituzione e della Repubblica.

Non è esatto presentare un Don Milani come il prete degli obiettori o il prete pacifista.

Infatti, l’obiezione di coscienza era stata per don Milani lo spunto per un discorso molto più ampio. Nella lettera di risposta ai cappellani militari, Don Milani demolisce il valore dell’obbedienza come virtù, per contrapporre il concetto che la Virtù è responsabilità e coscienza. Infatti demolisce:

  • la storia Patria raccontata nei libri di scuola, documentando come le guerre condotte dall’Italia negli ultimi 100 anni, erano state tutte guerre di offesa alle patrie altrui e non a difesa della propria;
  • la credibilità dei cappellani, nell’affermare che l’unica guerra a difesa della Patria, è stata la guerra partigiana e, in modo provocatorio, chiede loro: … Voi da che parte stavate, cosa avete insegnato ai militari quando si trattava di rappresaglie o di fucilazioni di innocenti per incutere il terrore negli altri soldati.?
  • demolisce il teorema, che i Caduti di tutti i fronti e di tutte le divise siano eguali, affermando: Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusione tra il bene e il male, tra la verità e l’errore, tra la morte di un aggressore e quella della sua vittima.

Per affermare, infine, un concetto ben diverso di Patria: Se voi Cappellani, avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente, anzi eroicamente squartarsi a vicenda. Allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i rischi …. le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove.

Le uniche armi che io provo sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto .

Riferendosi alle guerre scatenate dall’Italia nel ‘39 contro l’Albania, la Francia, la Grecia, l’Egitto, l’Jugoslavi e la Russia, fa una considerazione che rappresenta anche un risposta alla targa del don Milani anticomunista. Infatti, aggiunge: Era una guerra che aveva per l’Italia due fronti. L’uno contro il sistema democratico. L’altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici più Nobili che l’umanità si sia data. L’uno rappresenta il più alto tentativo dell’umanità, di dare anche su questa terra, libertà e dignità umana ai poveri. L’altro, il più alto tentativo dell’umanità di dare, anche su questa terra, giustizia e uguaglianza ai poveri. Non vi affannate a rispondere, accusando l’uno o l’altro sistema dei loro vistosi difetti ed errori.

E, ancora, riferendosi al nazi-fascismo, esprime una condanna senza assoluzione: … al di qua di quel fronte senza dubbio, c’era il peggior sistema politico che gli oppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione di ogni valore morale, di ogni Libertà se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione di ogni giustizia e di ogni religione. Propaganda dell’odio e sterminio di innocenti, degli ebrei … Poi per grazia di Dio, la nostra Patria perse l’ingiusta guerra che aveva scatenato. ….

In queste frasi è ben chiaro il pensiero di Don Milani sul comunismo e sul fascismo e sfido il comune di Vagli a dimostrare il contrario.

La violenza della Campagna denigratoria

La campagna denigratoria della destra e dei fascisti contro Don Milani, proseguì per tutto il 1965, ricorrendo a tutti i mezzi:

  • ad interviste inventate e false per affermare un don Milani, come prete comunista con la cellula in parrocchia;
  • con manifesti affissi nei comuni del Mugello, accusando don Milani di essere … complice e strumento della propaganda comunista.
  • con la richiesta alle Autorità Competenti .. di provvedimenti adeguati e definitivi e una punizione esemplare.
  • ricorrendo a lettere minatorie firmate con il fascio, la svastica, la bara, la forca e con offese, le più scurrili e la minaccia di venire di notte a fargli la pelle.
  • un gruppo di militari denuncia don Milani per apologia di reato, che lo porterà al processo e alla condanna

Anche la Curia Fiorentina ci aggiunse del suo, con una lettera a firma del Vescovo Florit impose a don Milani la censura per impedirgli di difendersi. Seguita dalla minaccia di sospensione a divinis. Sospensione bloccata da un intervento diretto di Papa Paolo V, il quale con una lettera inviata a don Lorenzo esprime un ’augurio per la salute e un sostegno alla scuola allegando un assegno di 100.000 lire.Dopo di che nessuno parlò più di sospensione a divinis.

Viene quindi da chiedersi perché la destra sia ricorsa a usare don Milani, trasformandolo da vittima del fascismo nel 1965, a sponsor della fiamma tricolore nel 2026. Una riflessione si impone. Non crediamo che tutto ciò sia riconducibile ad un incidente di percorso, da parte di sprovveduti.

Fascismo e Autocrazia

Abbiamo un governo e una Presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione, ma saremmo degli ipocriti a non vedere un insieme di scelte che si muovono per demolire la Costituzione.

Se la demolizione fosse un bersaglio esplicito, sarebbe una battaglia persa, come lo è stato nel referendum; ma se avviene a piccoli passi, con i guanti di velluto, e a gestire questa uscita di sicurezza è il governo, le probabilità di riuscirci sono consistenti.

Soprattutto in questo momento, dove, a livello internazionale, tutto ciò che è rappresentato nella parola fascismo, neo colonialismo e nazionalismo è inglobato in una nuova parola (in linea con una società tecnologica): autocrazia. Gli Stati Uniti con la presidenza Trump, stanno procedendo con tappe forzate e senza grandi ostacoli, verso una società autocratica.

L’Europa con il suo peso economico e culturale potrebbe rappresentare un modello alternativo all’Autocrazia. Ma non lo è perché è debole, divisa, burocratica e condizionata da partiti nazionalisti, ispirati e finanziati dal trampismo.

Si aggiunga il diffondersi di una politica intesa come populismo, non basata sul confronto su idee e programmi, ma sulla propaganda, che fa proprie le richieste più demagogiche

Si aggiunga il controllo sui mezzi di informazione e la TV di Stato, il peso crescente dei social e le difficoltà della sinistra e del mondo del lavoro, a darsi una strategia alternativa credibile

Un populismo che riesce ad attecchire perché la scuola non fornisce gli strumenti necessari ad essere cittadini sovrani. I nostri ragazzi escono di scuola che sanno tutto sull’Iliade e l’Odissea, ma di fatto non conoscono la Costituzione, non hanno le conoscenze necessarie a capire il sistema economico nel quale vivono, non sanno come si formano le leggi né conoscono i compiti dei vari organi democratici, non sono in grado di leggere le prime pagine di un quotidiano. In una parola non sono in grado di esercitare le loro funzioni di cittadini sovrani previste dalla Costituzione per una scelta precisa dell’ordinamento scolastico e della volontà politica che ci sta dietro.

Tutti questi ingredienti portano a valutare come elevato il rischio di uno stravolgimento della Costituzione. Che poi sia chiamato: fascismo o nazionalismo o autocrazia poco importa. Da qui la necessità di non chiudere gli occhi e rimboccarsi le maniche, come usava dire don Milani.

Demolire la Costituzione

Proviamo ad elencare alcuni dei provvedimenti che si muovono nella direzione di demolire la Costituzione:

  • La polemica sistematica e continua contro i giudici, per minare la magistratura quale organo indipendente. (Basta un giudice indipendente per bloccare una deriva istituzionale, mani pulite insegna)
  • La riduzione delle competenze della magistratura contabile sulla sorveglianza nella costruzione delle grandi opere.
  • La modifica della norma sulla omissione negli atti d’ufficio.
  • La riduzione della possibilità per i giudici di ricorrere alle intercettazioni telefoniche per combattere i reati finanziari, di mafia e di corruzione.
  • I provvedimenti di restrizione delle libertà di protesta, con le nuove norme sulle manifestazioni.
  • Ogni fatto di cronaca che diventa alibi per un provvedimento repressivo o per un aumenti delle pene. Al contrario, nessun progetto per migliorare l’ informazione, l’educazione, la prevenzione.
  • Sulla scuola, la salute, la previdenza, su tutti i servizi, la privatizzazione del servizio pubblico è sotto gli occhi di tutti. Il diritto alla salute sta diventando un privilegio.
  • Infine, la proposta di modifica della legge elettorale che consentirebbe a chi realizza il 42% dei consensi (su un 50-60% dei votanti, cioè con un 20% dei consensi del paese), di controllare Il Parlamento, gli organismi di garanzia, e i nominativi dei parlamentari da eleggere.

Se tutto questo non è un tentativo di cambiamento di regime, che altro è??? L’evidente vulnus alla Costituzione è stato denunciato dai 120 costituzionalisti.

L’Europa dovrebbe essere la nostra ancora di salvezza, ma, al contrario per la destra, ogni occasione è buona per demolire la UE,, per agire da freno e da ostacolo ad ogni riforma che ne aumenti ruolo ed efficacia.

Si aggiunga infine un crescente degrado culturale. La politica è intesa come lotta contro un nemico: gli immigrati, i partiti di sinistra, chi manifesta o sciopera, chi la pensa diversamente, o semplicemente contro un giornalismo di inchiesta.

E’ difficile promuovere una discussione seria sui problemi e sulle prospettive del Paese: il dibattito viene subito inficiato, spostando il focus e le polemiche su problemi marginali, Così che l’opinione pubblica viene distorta e manipolata.

Sono i vescovi della Toscana a ricordarcelo in un loro documento :.. la strategia della distrazione, affermano i vescovi, è la principale delle tattiche di manipolazione del cittadino da parte dei media. L’attenzione del pubblico è distorta dalle questioni essenziali attraverso espedienti, come l’accumulo di informazioni insignificanti, la tecnica del diluvio, lo spostamento del Focus comunicativo con le fake news.

“ Un progetto “I CARE” contro il “me ne frego”

La Costituzione è in pericolo? Forse ancora no, ma dobbiamo avere la capacità di ricondurre tutti questi segnali ad un disegno eversivo, realizzato non con la violenza, ma con il consenso della manipolazione.

Il contenuto della targa e il mettere il nome di Don Milani, sotto l’emblema della fiamma tricolore, altro non è che un tentativo maldestro di creare una gran confusione e allo stesso tempo accreditare all’opinione pubblica che le battaglie di don Milani coincidano con le politiche della destra .. Che questa sia una strategia, è confermato anche dal recente dibattito in Parlamento, quando il neo partito fascista”futuro Italia” ha rispolverato il motto fascista:”me ne frego” ed è ricorso al nome di San Paolo per sostenere il proprio programma. Probabilmente vedremo in futuro altri personaggi usati dalla destra a questo fine.

In conclusione,se il modello autocratico dovesse consolidarsi negli Stati Uniti e alle prossime elezioni la destra fosse confermata al governo, rischiamo di passare da cittadini sovrani a fedeli sudditi.

Per questo è urgente un progetto alternativo, che come insegnava don Milani: impegni le due mani, una mano per rispondere alle esigenze urgenti dei poveri e degli emarginati e l’altra mano per rimuovere le cause che rendono i poveri più poveri e gli emarginati sfruttati..

Un progetto/programma democratico: I CARE… da contrapporre al “me ne frego “ della destra autocratica;. che inevitabilmente coinvolga anche la scuola. Ma questo potrà essere di una ulteriore riflessione. >>.

https://www.articolo21.org/2026/09/il-fascismo-ieri-e-la-destra-di-oggi-perche-la-destra-cerca-ora-di-appropriarsi-del-personaggio-don-milani-mentre-nel-1965-lo-ha-combattuto-ferocemente/

  • Paolo Landi ex allievo della scuola di Barbiana. Già presidente di Adiconsum e della Fondazione Consumo sostenibile. Autore dei libri: La Repubblica di Barbiana, la mia esperienza alla scuola di don Milani; L’eredità scomoda di don Milani, Pozzo di giacobbe; I CARE incontrare don Lorenzo Milani: l’uomo, l’educatore,il profeta.
  • Francesco Gesualdi ex allievo di Barbiana. Coordina dal 1985 il Centro nuovo modello di sviluppo di Vecchiano; redattore di numerosi articoli e libri sul tema della Pace e dello sviluppo. Tra le ultime pubblicazioni: La società del Benessere comune; Manuale del consumo responsabile; Fermare le guerre costruire le pace.

NOTA – E’ stato accertato che la frase imputata a Don Milani, è riconducibile al Prof. Alessandro Mazzarelli, un personaggio già conosciuto. Vedasi e-mail al direttore dell’Avvenire Tarquinio datata 2/10/2022 per smentire un presunto “Decalogo di Barbiana-Testamento politico di don Milani” pubblicato da Mazzarelli. Vedasi anche lettera di 6 ragazzi di Barbiana per smentire e disconoscere la propria firma sulla adesioni al PSI, anch’esse pubblicate da Mazzarelli

La ricerca con Ia Google ha così completato – La frase non è attribuibile a don Lorenzo Milani, in quanto non compare in nessuno dei suoi scritti o registrazioni ufficiali. [1] – La paternità storica di queste parole risale esclusivamente al professor Alessandro Mazzarelli. Egli ha sostenuto che il Priore di Barbiana gli avrebbe riferito questa frase a voce durante un incontro privato avvenuto nel 1966. Mancando qualsiasi prova documentale, la citazione viene considerata dagli storici e dalla Fondazione Don Lorenzo Milani come una falsa attribuzione e una strumentalizzazione politica. [1, 2]

La vicenda legata a questa frase ha assunto rilevanza nazionale a causa delle seguenti dinamiche:

  • Il monumento a Vagli Sotto: Il Comune lucchese di Vagli Sotto ha inaugurato una statua dedicata a don Milani includendo la frase in una targa commemorativa. []
  • Le contestazioni ufficiali: Studiosi ed ex allievi di don Milani hanno protestato duramente, sottolineando come l’espressione sia incompatibile con il pensiero del sacerdote. Come spiegato in un’analisi di Famiglia Cristiana, non esistono documenti in grado di attestarne l’autenticità. [1, 3]
  • La rimozione della targa: A seguito del forte dibattito e dei ricorsi presentati dai familiari del Priore, la targa con la controversa citazione anticomunista è stata rimossa, come riportato da Avvenire e dal Corriere Fiorentino. [1, 2]

04/09/2026/0 Commenti/da redazione
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