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La Cina è vicina…

Si è concluso dopo sette giorni il Ventesimo Congresso del Pcc, iniziato il 16 ottobre. Fuori dal Comitato centrale l’ex premier Li Keqiang, «allontanato» in diretta Hu Jintao, l’ex-presidente presidente della Cina. (v. allegati). La Cina è entrata nell’era di Xi Terzo, che ha promesso «nuovi miracoli che impressioneranno il mondo». Xi Jinping ora viene definito nella Costituzione del Partito-Stato il «centro» di ogni idea e di ogni scelta. Nella carta costituzionale del Partito è stato aggiunto un paragrafo su Taiwan: la «risoluta opposizione e la deterrenza del separatismo che persegue l’indipendenza», con l’impegno a non lasciare la questione della riunificazione irrisolta per le generazioni future. Ha detto che la Cina non rinuncia all’uso della forza, se i taiwanesi non si adegueranno. Per altri cinque anni almeno sarà al potere e quindi non dovrebbe avere fretta di chiudere la partita con una mossa avventata (come Putin in Ucraina). Nella società e nell’economia cinese pesano: la gestione del covid con gli estesi e prolungati lockdown, la bolla immobiliare, l’appoggio per quanto critico a Putin e altro ancora. Le decisioni che sono state assunte condizioneranno le scelte del mondo. Milena Gabanelli e Danlio Tanio, sul Dataroom del Corriere della Sera del 10 ottobre, hanno presentato il loro Dataroom con molti dati. Di seguito una sintesi e in allegato il testo completo.

La Cina rallenta ma ha già scelto: incoronerà Xi per la terza volta – Si svolgerà a Pechino il XX Congresso del Partito comunista cinese, il più rilevante da quarant’anni. Durante l’assise, 2.300 delegati dovranno decidere molte cose e stabilire se il compagno Xi potrà rimanere leader per il terzo mandato consecutivo. Da quando la Cina si è aperta al mondo (fine anni ’70) e fino al 2018, la Costituzione cinese aveva posto il limite di due mandati. Ma quell’anno Xi l’ha fatta emendare e ora in teoria potrebbe rimanere al potere a vita.

Ogni cinque anni, però, Xi deve convincere l’establishment comunista a riconfermargli il mandato. Anche oggi. Che venga rinominato è praticamente certo. La sorpresa possibile potrebbe essere il cambiamento del titolo ufficiale di Xi: innalzato da segretario generale del Pcc a chairman del Partito, così come lo era il presidente Mao.

Fuori gioco tutti gli avversari

Nei dieci anni di leadership – segretario del Partito, presidente della Repubblica popolare cinese, capo dell’Esercito di Liberazione Popolare – Xi Jinping ha immensamente rafforzato il proprio potere personale. Anche attraverso migliaia di epurazioni condotte dietro la politica di lotta alla corruzione, ha eliminato gli avversari più temibili. (…)

Dieci anni di guida: i risultati

Xi si presenta dunque al Congresso con in tasca una concentrazione di potere senza precedenti negli scorsi quarant’anni. Sul piano dei risultati, però, arriva con poco da mostrare. (…)  

L’economia di Stato

L’obiettivo che Pechino si era posta per il 2022 era una crescita del Pil del 5,5%, già bassa per gli standard storici del Paese. È ora opinione condivisa dagli esperti che si starà sotto di uno o due punti. Che un’economia emergente riduca il tasso di crescita via via che il suo Pil aumenta è normale, ma le politiche del Partito comunista hanno rafforzato la tendenza. (…)

Il crollo delle costruzioni

Nel frattempo, è scoppiata la bolla immobiliare. A farla esplodere sono state alcune regole finanziarie introdotte da Pechino per frenare la speculazione. Il risultato è un domino di default, il più importante dei quali è quello di Evergrande, un gruppo immobiliare con passività nell’ordine dei 300 miliardi di dollari. La crisi che ha colpito il settore, che realizza quasi il 30% del Pil cinese, ha provocato il congelamento dell’attività: migliaia di palazzi non finiti rimangono tali.  (…)

Sale il «rischio» Cina

In questa cornice, la capacità di attrazione dell’economia cinese si indebolisce. Il Paese rimane centrale nelle catene globali di creazione del valore, ma alcune multinazionali hanno iniziato a spostare pezzi di produzioni fuori dalla Cina. Apple produce orologi, AirPod e iPad in Vietnam e porterà lì anche parte della produzione del nuovo iPhone. (…)

L’amico Putin e l’isola ribelle

La decisione di politica estera che Xi Jinping porterà come un peso nel Congresso è quella della «amicizia senza limiti» con Vladimir Putin, dichiarata venti giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Quasi un via libera. E non condiviso da una parte dei vertici del partito. Per parte sua, Xi ha militarizzato il Mar cinese meridionale e minaccia di prendere con un blocco militare o con la forza Taiwan, isola che considera una provincia ribelle. Su tutti questi temi nel Congresso si confrontano una fazione quasi marxista ortodossa, alla quale si può iscrivere Xi; una di centro della quale fa parte il primo ministro Li Keqiang che vorrebbe più libertà in economia; e una di destra, la più debole, liberale in economia e aperta a riforme parzialmente democratiche. L’esito è scontato: gli errori del decennio difficilmente verranno corretti dal Congresso, mentre le decisioni della Cina condizioneranno il precario equilibrio internazionale.

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La conclusione del XX Congresso del Partito Comunista Cinese nei commenti pubblicati sul Manifesto e sul Corriere della Sera il 23 e 24 ottobre.

GianLuca Modolo in “La sfida al mondo“ , su La Repubblica, analizza la realazione iniziale di Xi : Taiwan a ogni costo e primato tecnologico La Cina farà la storia. L’avviso agli Usa: “In arrivo tempeste, rafforziamo l’esercito e offriamo all’umanità una nuova via per la modernizzazione”

Maurizio Molinari in “In questo secolo gli imperi colpiscono ancora“ su La Repubblica analizza tre grandi capitoli: – dopo l’invasione dell’Ucraina, lo scacchiere del pianeta si delinea sempre più come una partita tra Russia, Stati Uniti, Unione Europea e Cina; – ognuno è il fulcro di un sistema di alleanze, differenti per peso e struttura; – l’intento di Mosca e Pechino è strappare a Washington i primati del ’900

La grande muraglia ideologica di Xi per tenere lontano l’occidente – Nella Cina del rallentamento economico il patriottismo sta diventando il collante principale che tiene unito il partito al suo popolo – Inasprimento – I cinesi saranno indotti sempre più a diffidare dei valori dell’occidente – Michelangelo Cocco – analista Centro studi sulla Cina contemporanea, Domani 14-10-22, così inizia: < Il Centro servizi del partito per la promozione degli affari a Jing’an occupa un locale fronte strada tra l’antico tempio buddista della setta esoterica Tangmi e il night club in art déco Paramount, in una delle aree più trafficate del centro di Shanghai. Nell’agenzia si possono consultare offerte di lavoro, annunci di uffici in affitto, si può usufruire del wi-fi, stampare documenti e leggere – su divani sormontati da un ritratto di Xi Jinping – i testi dei leader politici, tra cui l’immancabile Governare la Cina , summa di discorsi del segretario generale che si appresta a ricevere dal XX congresso un inedito terzo mandato a guidare il Partito comunista e il paese. Anche a Jing’an l’assistenza gratuita viaggia di pari passo con l’indottrinamento, come nei “centri per la pratica della civilizzazione della nuova era” spuntati come funghi negli ultimi tempi in Cina. Si tratta di strutture con funzioni diverse (ricreative, professionali, caritatevoli), ma che operano tutte sotto la supervisione della Commissione centrale di indirizzo per la costruzione della civilizzazione spirituale che, assieme al Gruppo dirigente centrale per la propaganda e il lavoro ideologico, dà forma all’ideologia ufficiale che viene disseminata dal Dipartimento di propaganda attraverso le sue innumerevoli diramazioni territoriali. (…) per proseguire aprire l’allegato

Simone Pieranni in “La Cina secondo Xi: sicura, patriottica e meno diseguale“, su Il Manifesto, così inizia < Cina. Il discorso inaugurale del presidente al XX Congresso del Partito comunista: tutto puntato sulla nuova parola d’ordine, sicurezza anche a scapito della crescita. Con un dubbio che resta: è stato più sobrio perché considera ormai di non dover più conquistare consensi all’interno del Pcc o perché è arrivato a un compromesso con le fazioni più distanti?..> vedi allegato

Chris Burley corrispondente in Cina del The New York Times, nel suo reportage “”Zio Xi” un sovrano esaltato: il leader cinese incarna la sua era autoritaria” così inizia: “Xi Jinping è stato scelto per la prima volta come un leader  fermo ma geniale con un tocco comune. Avvicinandosi al secondo decennio al potere, incombe sulla Cina come un severo monarca comunista.(…) per proseguire aprire l’allegato

Alessandro Albana su Il Mulino scrive “Xi Jinping e la Cina a Congresso”, un clic qui https://www.rivistailmulino.it/a/14-ottobre-1980-br-la-marcia-dei-quarantamila?&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Strada+Maggiore+37+%7C+17+ottobre+%5B8776%5D

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17/10/2022/0 Commenti/da redazione
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