La morte del cardinal Carlo Maria Martini ha suscitato emozioni e molti commenti. Alcuni quotidiani hanno dedicato pagine e pagine, in particolare Il Corriere della Sera e La Repubblica con articoli che hanno ricostruito la sua storia, il suo messaggio ecumenico, anche verso i non credenti. La sua inquietudine verso i ritardi culturali e pastorali della chiesa. Pagine da rileggere. Qui sul nostro sito ci limitiamo a pubblicare la lettera che la nipote del cardinal Martini ha scritto rivolgendosi allo zio scomparso, pubblicato il 4 settembre su Il Corriere della Sera. Giulia Facchini Martini scrive sulla morte e sul dialogo intercorso con lo zio negli ultimi giorni, nelle ultime ore. Un documento sincero ed emozionante che interroga il nostro cuore e la nostra ragione. Si legge “..Ne avevamo parlato insieme a marzo e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere. E così è stato. Avevi paura, paura soprattutto di perdere il controllo del tuo corpo, di morire soffocato. Se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia.  Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava, quando non ce l'hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato”.

Alleghiamo l’articolo pubblicato su Il Corriere della Sera, il testo completo della lettera scritta da Giulia Facchini Martini allo zio cardinale, ed alcuni commenti .

Allegato:
testo_integrale_della_lettera_di_giulia_martini.doc
cosi_ci_chiese_di_essere_addormentato_sintesi.doc
lettere_sulla_morte_di_martini.doc

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