Il Giorno della Memoria è la ricorrenza istituita dal Parlamento italiano nel luglio 2000 aderendo alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata per ricordare le vittime del nazismo, del fascismo, dello sterminio del popolo ebraico (Shoah). e in onore di tutti coloro che sono stati deportati, torturati ed uccisi,  ed di tutti coloro che con rischio per a propria  vita hanno protetto i perseguitati. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 ricorda l’arrivo ad Auschwitz dell’Armata Rossa sovietica, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino. Scoprirono attoniti quel luogo di morte liberando i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista perpetrato contro popoli ed etnie messe al bando.

Abbiamo scelto due articoli molto diversi scritti a distanza di 72 anni. Il primo di Giuseppe De Bartoli “La memoria è giustizia”, editoriale del “Corriere della Sera” del 24 gennaio. Il secondo è un appello di Giuseppe Di Vittorio, scritto in clandestinità nel settembre del 1938 a due giorni dalla promulgazione delle leggi razziali di Benito Mussolini. L’attacco al Duce fu esplicito:«Si è distinto in una lotta selvaggia e codarda contro gli ebrei italiani». Quel testo fu pubblicato su “La Voce degli italiani”, il giornale rivolto ai nostri connazionali residenti in Francia, con il titolo « In aiuto degli ebrei italiani!".

 

L’editoriale di De Bartoli si conclude ricordando l’ancora poco conosciuto d i « di grande e generoso contributo di solidarietà agli ebrei che venne da tanti semplici cittadini i quali rischiarono la loro vita per dare assistenza e rifugio ai perseguitati…Migliaia di ebrei salvati, da famiglie umili, cittadini anche poveri e poco istruiti, ma consapevoli dei valori universali, che oggi stentiamo a difendere, e per nulla intimoriti da fascisti e nazisti». Prosegue ponendo l’interrogativo «Quanti oggi avrebbero quel coraggio?» ricordando la resistenza civile diffusa nel popolo ed il contributo di molti parroci nonostante le grandi ambiguità e reticenze della Chiesa ufficiale, del Vaticano. Conclude con «La memoria è giustizia ed esercizio di etica civile. Quotidiano.»

 

In allegato i due articoli e l’articolo 1 della Legge n.211/2000

Allegato:
La Memoria è giustizia_De Bortoli.doc
Giuseppe Di Vittorio nel 1938.doc
Articol 1 della Legge n.211 del 20 luglio 2000.doc

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