COSA SUCCEDE ORA? Dopo che la Piazza San Giovanni è stata gremita, il 9 febbraio, da una multitudine di lavoratori e pensionati con le bandiere Cgil, Cisl e Uil: non accadeva dal 2013! Eppure i media non hanno dato, allora, la notizia come principale evento! Perché? Sollecita alla riflessione l'articolo Finalmente! di Savino Pezzotta, alla ricerca di una nuova anima del sindacato.  E' stato un gran falò di paglia con tanta luce e poco calore nel tempo? Lo diranno i fatti che seguiranno. (v. allegati del 26/2 e 1/3).

Il 25 febbraio le Confederazioni sono state finalmente ricevute …dal sottosegretario allo Sviluppo Durigon, che si è impegnato a valutare gli emendamenti presentati unitariamente dalle Confederazioni sulle pensioni,assumendosi l’impegno di fornire un riscontro nel prossimo incontro previsto prima della conversione in legge del decreto, e ha dichiarato la volontà del governo di proseguire un confronto sui temi più generali posti dal sindacato in materia previdenziale subito dopo la conversione in legge del decreto”.

Nella segreteria unitaria del prossimo 28 febbraio, i sindacati riprenderanno tutte le altre questioni inserite nella Piattaforma e che finora “non hanno trovato alcun riscontro da parte del governo”, come gli investimenti e le politiche di sviluppo, l’occupazione e gli ammortizzatori sociali, il mezzogiorno, il fisco, il welfare e la sanità, la pubblica amministrazione”. La segreteria unitaria dovrà inoltre decidere le modalità con cui dare continuità all’iniziativa sindacale a sostegno della piattaforma unitaria, dopo la manifestazione del 9 febbraio.

Se è un primo passo, lo potremo verificare presto… (vedi allegato) .  

Le considerazioni di Savino Pezzotta sono ancora più attuali, ora rispetto a quando sono state scritte, quindici giorni fa. Il sottosegretario Durangon ha posto tanta attenzione…ma non ha dato una sola risposta! Tanti vedremo e verificheremo. Si è discusso solamente di pensioni. E' stato sollecitato un incontro urgente per gli ammortizzatori sociali (v.allegato) Sui temi dello sviluppo e dell'economia per ora nulla…

Così inizia l'articolo di Pezzotta. Cisl e Uil scendono in piazza a Roma per una manifestazione nazionale unitaria con lo slogan "Futuro al lavoro", per sostenere proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco, e chiedere al governo di cambiare la politica economica.

Questa è un’importata iniziativa anche dal punto di vista politico oltre che sindacale, anche se, a mio modesto parere, arriva in ritardo. La bufera populista ha contagiato in profondità la società italiana e ne ha mutato i valori di riferimento e di coesione. Il problema non è solo sociopolitico ma ha ormai assunto una dimensione culturale che sarà difficile da rimuovere. (…)

A metà della sua riflessione Pezzotta sottolinea.  (…) Il sindacalismo, già indebolito dalla rivoluzione conservatrice e dal liberismo che l’ha strutturata, deve affrontare nuove sfide. Sono convinto che può tornare in pista approfittando degli elementi positivi che stanno maturando nella attuale grande trasformazione, ma questo richiede la capacità di innovare il suo pensiero sociale, politico e istituzionali, ma soprattutto se sarà in grado di modificare i suoi paradigmi organizzativi, partecipativi per generare una nuova cultura sociale e immaginare nuove istituzioni e modelli contrattuali più in sintonia con l'economia digitale. È dunque il sindacalismo che in diversi modi ha oggi il dovere di far immaginare un futuro di dignità e di lavoro per tutti e di battersi per fare sorgere forme istituzionali e organizzative che possano rendere l'economia digitale, l’industria e la globalizzazione 4.0 più sostenibile e più inclusiva. Rimarrebbe cosi fedele alla sua missione nella storia: sostenere lo sviluppo dell’economia contenendo i suoi eccessi.(…)

Il sindacalismo deve trasformarsi per portare i suoi valori in un nuovo mondo. Per questo, deve correre il rischio dell’affrontare molte nuove sfide: immergersi nell'economia digitale per comprenderla meglio; stabilire un rapporto costruttivo di potere con le aziende digitali piuttosto che demonizzarle sistematicamente o averne timore; identificare e creare nuove tutele per i nuovi rischi che possono correre le persone nell'economia digitale; la crisi demografica chiede di immaginare nuovi servizi pubblici a favore degli anziani, dei nuclei familiari e dei bambini legittimando il ruolo dello stato ; far emergere nuovi leader capaci d’incarnare questo sforzo di immaginazione radicale. (…) per proseguire aprire l’allegato

Quanto propone Pezzotta riguarda anche la militanza responsabile (per iscritti e dirigenti sindacali) sul bisogno di pensare sull’era digitale  e sugli ultimi, di partecipare alla definizione delle richieste, di formulare nuove proposte per mobilitazioni integrative, per dare continuità alle grandi manifestazioni, al fine di creare un “popolarismo” nel paese che sappia arginare quel “populismo” alimentato da bugie grossolane o da ignoranza.

LA GRANDE BUGIA! Tra queste sicuramente l’ultima del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Di Maio, quando ricorda – smemorato – il Governo Monti per accusare i sindacati confederali di comportamento ambiguo sostenendo che gli stessi non avrebbero protestato contro la Legge Fornero, mentre lo fanno ora con la manifestazione di San Giovanni, verso un governo che modifica quella legge. Lo smemorato non ricorda il presidio di più giorni al Parlamento organizzato da Cgil, Cisl, Uil, le manifestazioni territoriali e lo sciopero generale di tre ore del 12 dicembre 2011. (vedi allegato)

Segnaliamo, tra gli allegati, segnaliamo gli articoli:

  • La quadruplice pubblicato su www.il9marzo.it che propone alcune riflessioni sull'inedita convergenza "in piazza" con la Confindustria, evidenziando taluni rischi.
  • Il sindacato, la  piazza, e poi? di Giuseppe Bianchi nota Isril

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Allegato:
finalmente_pezzotta_9-2-19.doc
manovramonti_sciopero_generale_del_12-12-2011.doc
link_su_il_ritorno_dei_sindacati.doc
il_governo_cambi_rotta_sindacati_in_piazza_il_sole.doc
la_quadruplice_il9marzo.doc
il_sindacato_in_piazza_e_poi_bianchi_isril.doc
incontro_governo_sindacato_prove_di_dialogo_25-2-19.doc
sindacati_a_di_maio_subito_tavolo_ammortizzatori.doc
cgil_cisl_uil_continua_la_mobilitazione_rs.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Penso che il commento che fa il 9 marzo con il titolo “la quadruplice”, sia il più azzeccato, rispetto alla manifestazione di Roma del 9 febbraio, contro il governo. Un sindacato che si unisce alla Confindustria per salvare le grandi opere come il tav, senza domandarsi mai, quanto sono utili veramente al paese e quanta occupazione possano realmente creare, fare una seria ’analisi costi benefici delle cosiddette grandi opere a questi signori non interessa, quando sono in gioco miliardi di euro di finanziamento pubblico a nostre spese.
    Lo stesso vale, checché ne dica Pezzotta, riguardo alla mobilitazione sindacale, che stranamente viene fatta ora, quando in questi ultimi anni il sindacato è stato a guardare, quando i precedenti governi si permettevano di tagliare pensioni, art 18 e precarizzavano sempre di più il lavoro.
    Finalmente, meglio tardi che mai, questo governo tenta di dare un piccolo aiuto a chi non ha niente, come i 5 milioni di poveri assoluti che ci sono oggi in Italia, con il reddito di cittadinanza,e quota 100 che dà la possibilità ad alcune centinaia di migliaia di lavoratori di andare in pensione prima, rispetto alla legge Fornero.
    Non mi sorprende che la Confindustria sia contraria a queste misure di equità sociale, erano abituati in passato a prendere tutto loro, sgravi fiscali,contributivi , aumento della flessibilità dell’orario di lavoro, contratti di lavoro flessibili, precari, senza tutele per i lavoratori, salari sempre più bassi ,ecc. , ma la cosiddetta triplice sindacale , che in questi ultimi anni e’ stata pressoché silente, se non connivente di questo degrado della condizione di milioni di lavoratori e della nostra società, che improvvisamente chiama alla mobilitazione contro questa manovra economica e sociale,che segna una seppur piccola e timida inversione di tendenza a favore delle classi sociali, più’ deboli, che un sindacato che si rispetti dovrebbe rappresentare e tutelare, non mi convince per nulla.
    Non vorrei che questa alzata di scudi, contro questo governo, dipenda dal fatto che alcuni dirigenti sindacali, temono di perdere una parte dei loro privilegi previdenziali e pensionistici, che guarda caso la legge Fornero non ha toccato.
    Giulio Cometto

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