Il nuovo stabilimento robotizzato del colosso svedese Electrolux, che ha richiesto investimenti per 130 milioni, è stato inaugurato a Susegana (Treviso) il 21 ottobre; entrerà a regime nel 2024, quando sarà in grado di produrre un milione di frigo. E’ il modello produttivo con il più alto livello di automazioe del gruppo, con 116 robot. Barbara Ganz, su Il Sole, ne descrive le caratteristiche con il commenti dei reponsabili aziendali. Non abbiamo per ora trovato commenti sui siti sindacali nazionali di categoria e confederali. L’articolo è di grande interesse e consente di avere un quadro sul futuro dell’industria 4.0 – Poniamo una domanda: a parità di produzione quanti sono i lavoratatori attivi in linea “risparmiati” con i 116 robot e la precedente organizzazione produttiva? Sia ben chiaro il nostro pensiero sulle nuove tecnologie: sono innovazioni splendide e di gran valore, ma non siamo d’accordo che siano utilizzate senza un’adeguata riduzione d’orario in modo da compensare, almeno in parte, il forte risparmio di lavoratori su operazioni semplici e ripetitive fatte più velocemente dai robot. Quanto costa un solo robot?

Barbara Ganz  così racconta. Treviso – Un chilometro e 200 metri in due linee di montaggio parallele, dotate di oltre 6mila sensori e 116 robot. È una fabbrica ad alto tasso di automazione quella che Electrolux – azienda leader globale nel settore degli elettrodomestici, con oltre 5mila dipendenti in Italia su cinque siti produttivi – inaugurato a Susegana, Treviso. Automazione evoluta, digitalizzazione, innovazione attraverso nuove piattaforme di prodotto modularizzate, con ricadute anche sull’occupazione e sulla qualità del lavoro. Le nuove linee trovano spazio a fianco del sito storico della multinazionale, in un capannone non utilizzato negli ultimi anni e completamente riadattato: il cambiamento ha reso necessario un piano di formazione per il personale che opera con i nuovi sistemi e le nuove tecnologie, con oltre 7mila ore di formazione su 36 tematiche diverse.

A questo si è aggiunto l’inserimento di profili altamente specializzati che hanno portato, dal 2019 a oggi, a oltre 130 assunzioni a tempo indeterminato, tra esperti di connettività, robotica, e profili specialistici come team leader, automation leader, manutentori e quality specialist. Per gli operatori questo si traduce in una valorizzazione delle competenze e un innalzamento ulteriore dell’asticella della sicurezza: di fatto Genesi, questo il nome del nuovo impianto, è la fabbrica con il livello di automazione più alto all’interno del Gruppo Electrolux a livello mondiale.

Nuova stabilimenti di Susegana

Il progetto Genesi produrrà frigoriferi da incasso attraverso le più moderne logiche Industry 4.0, rappresenta la concretizzazione di un investimento di oltre 130 milioni di euro, di cui oltre il 95% fra macchinari e forniture affidati al sistema produttivo italiano: 1.200 metri di linee di produzione, 116 robot e un livello di automazione di 49, il più alto al mondo all’interno del Gruppo Electrolux. Video correlato qui https://video.nordesteconomia.gelocal.it/tecnologia/electrolux-le-immagini-del-nuovo-stabilimento-super-tecnologico-di-susegana/960/957?ref=vd-auto&cnt=1

«Genesi fa parte di un programma di trasformazione intrapreso a livello globale e della strategia aziendale in ambito di Digital Transformation. Questo nuovo stabilimento rappresenta la finestra sul futuro del nostro modo di produrre innovativo e sostenibile, di rispondere alle richieste dei consumatori e del mercato, e di abilitare le sinergie lavorative tra le persone e le macchine pensate per facilitare il loro lavoro», dichiara Massimiliano Ranieri, amministratore delegato di Electrolux Italia e Chief Operations Officer della Business Area Europe di Electrolux. «Oggi – prosegue – a Susegana inauguriamo un’eccellenza che conferma la centralità dell’Italia per il Gruppo e che continua a dimostrare come le competenze delle nostre persone siano tra le più sviluppate del mondo industriale».

Dalle nuove linee usciranno elettrodomestici da incasso nel segno della sostenibilità, rafforzando la competitività di Electrolux nel settore refrigerazione. Le nuove tecnologie, con 42 sistemi di misurazione automatici della qualità e oltre 6mila sensori, garantiranno un prodotto capace di emettere fino al 20% in meno di CO2 e rispondere a tutte le esigenze dei consumatori: dall’attenzione ai consumi energetici alla riduzione degli sprechi alimentari.

I 60-100 lavoratori attivi in linea, protetti dai migliori standard internazionali in materia di ergonomia, «opereranno in una modalità del tutto nuova – spiegano in azienda – , finalizzata a ottimizzare i tempi tecnici e a prevenire gli errori o gli infortuni, avvalendosi degli strumenti propri dell’industria 4.0: tablet, smartwatch, schermi touch e sistemi di visione artificiale. Inoltre, attraverso oltre 20 km di cavi di rete, un elaboratore centrale – DOME, Digital Operations Manufacturing Execution, progetto del Gruppo Electrolux per la digitalizzazione delle fabbriche – raccoglie e coordina in tempo reale i milioni di dati che ogni giorno provengono dalle automazioni e dai sistemi di fabbrica; dati che supportano le persone nel loro lavoro quotidiano, permettendo di intercettare con grande anticipo possibili difetti di qualità e mettendo a disposizione la ‘storia evolutiva’ di ogni singolo prodotto».

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