L’attentato contro il dirigente dell’Ansaldo a Genova è stato rivendicato da una sigla storica della tradizione anarchica la FAI, con un piccolo trucco: la I significa informale, non italiana, né tantomeno iberica. Chi siano gli anarchici informali non si sa . Certo non quelli della tradizione storica. Il termine anarchico sta subendo un uso inflazionato. Anarco-insurrezionalisti si definiscono alcuni centri sociali ,la definizione viene largamente usata su giornali in commenti vari di politici, opinionisti e anche prefetti, per indicare pericoli. Un film già visto: anarchia è caos, disordine,violenza di pochi per il rovesciamento dello stato,… Associare all’anarchico  Pinelli, che molti sindacalisti milanesi hanno avuto occasione di frequentare, anche uno solo di questi termini ( e auto definizioni) è, non solo ridicolo, ma nemico della verità. La storia della tradizione anarchica è certamente una storia di utopia, che ha  conosciuto episodi di disordine e violenza, perlopiù ad opera di singoli individui, ma ridurla a ciò negando che fu  un movimento che aiutò decisamente  a creare una coscienza dei diritti della classe lavoratrice , a darle un senso di autostima, di orgoglio e dignità sociale, affermando che l'eguaglianza non doveva essere solo economica ma anche, fondamentalmente di diritti alla cultura e alla conoscenza, è immiserire la storia. Gli anarchici furono fondatori di scuole, biblioteche, palestre, educatori, antimilitaristi ma in Spagna antifascisti in prima linea, Discussero molto tra loro, spesso molto polemicamente, pubblicarono riviste, fondarono associazioni di mutuo soccorso,, sindacati , conobbero repressioni non solo da parte delle  polizie. Basta leggere le lettere di Vanzetti alla nipotina per misurare lo spessore ideale e umano di molti  libertari.

La lettera che alleghiamo, comparsa sul Manifesto, dimostra quanto ricca nella prosa e nei valori sia questa tradizione in chi,seriamente, continua a coltivarla e farne memoria e che giustamente reagisce di fronte ad un uso superficiale e distorcente della parola anarchia.

PS molti grandi dirigenti sindacali furono in gioventù anarchici, tra essi: Giuseppe Di Vittorio, Emilio Pugno, Idolo Marcone. Una buona scuola di principi e coerenze, insomma !

Allegato

Il manifesto degli anarchici

Allegato:
anarchici_manifesto.doc

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