Come si può constatare dalla tabella Ocse, che analizza il rapporto tra durata degli orari di lavoro e tasso di occupazione in 20 paesi dell’Europa si evince che: la maggioranza dei paesi con orari annuali “corti”, sotto le 1700 ore, hanno tassi di occupazione “alti”, superiori al 60%; la maggioranza dei paesi con orari annuali “lunghi”, superiori alle 1.700 ore, hanno tassi di occupazione inferiori al 60%. L’Italia occupa il 19mo posto per tasso di occupazione, solo l’Ungheria è dietro. E’ tempo di un profondo ripensamento delle strategie sindacali per una diversa ripartizione dell’orario di lavoro, per intanto abbandonando la insensata strategia di detassazione degli straordinari perseguita dal Governo (Prodi, Berlusconi, Monti) e per la quale si è dichiarata soddisfatta, stropicciandosi gli occhi, la Cisl di Bonanni. E’ possibile e si deve cambiare!

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  • Europa: occupazione ed orari di lavoro annui per lavoratore (dati Ocse)

Allegato:
tabella_orari_annuali_di_lavoro_per_lavoratore_e_tassi_di_occupazione.doc

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