Del dibattito all’interno del sindacato si conosce molto meno di quanto accade, e ancora meno di quanto “cova sotto la cenere”. Il cosiddetto “sindacalese” ostacola la trasparenza sempre invocata a destra e a manca. E’ difficile spiegare cosa sia questo linguaggio ma è chiaro il suo risultato: fa comprendere tante mezze verità, che messe in serie deformano la realtà. Abbiamo dato rilievo alla notizia dell’abbandono in massa ( centinaia d’iscritti) dalla Sanità e Funzione Pubblica della Cisl Torinese. Quanti sono realmente? Ottocento o meno? Quali i veri motivi? Nel giorno della pubblicazione molti hanno visitato www.sindacalmente.org , circa 200, ma solamente due hanno rilasciato un parere. E’ sufficiente un clic perché un nostro lettore possa “esprimere la sua”. C’è difficoltà a provare, è un problema che da molto tempo esiste, certamente nella Cisl compresa quella Torinese.

Rilanciamo. In allegato potete leggere le dichiarazioni del Segretario Gian Piero Pocheddu, neo-segreterio generale torinese della Funzione Pubblica (Fp-Cisl). Nel nuovo notiziario on line della categoria è pubblicata una sua intervista per spiegare il fatto della fuoriuscita di circa 400 iscritti. Alla domanda Perché il dissenso è esploso solo ora e non al congresso? Risponde così « Non lo so! Anzi mi sarebbe piaciuto tanto saperlo dai diretti interessati. Forse, è mancato il coraggio e soprattutto la voglia di discutere». Una mezza verità? Alla successiva Quale spiegazione si dà allora? « A parte le accuse gratuite e gli slogan populistici, credo che alla base di questa defezione ci sia il nuovo piano di rinnovamento e di riorganizzazione della federazione che in qualche modo ha colpito gli interessi e le aspettative anche personali di questi dirigenti. Nulla, però, d’irrimediabile da un punto di vista operativo. Sono certo che avremmo trovato una soluzione anche in presenza  di un nuovo modo di operare che, a differenza del passato, presta molta attenzione ai progetti e ai risultati ». Alle accuse di mancanza di democrazia e di non rispetto delle norme statutarie nella categoria, Porcheddu afferma «..Se io sono qui è perché qualcosa fino ad oggi non ha funzionato come avrebbe dovuto. Mi è stato chiesto di porre la mia esperienza al servizio della federazione. E l’ho fatto. Questo modello si è scontrato inevitabilmente con un sistema consolidato fatto di piccoli orticelli personali e di un certo modo di fare sindacato che ha perso di vista e per strada cose importanti e fondamentali come i valori e gli ideali» . Una risposta pacata a cui segue una mezza bugia, perlomeno !

Questa parte della replica non è andata giù a chi contesta la guida della Fp che a loro volta pubblicano una lettera di un gruppo d’iscritti ( non firmata) che alleghiamo. A questa sono allegati alcuni articoli di Stefano Sansonetti, che a marzo 2013 sul giornale on line www.lanotiziagiornale.it , aveva preso di mira il sistema Cisl-S.p.a dei servizi, con pungenti considerazioni. Ora, i redattori di questa lettera chiedono alla dirigenza Cisl di smentire questa narrazione di Stefano Sansonetti e se del caso adire le vie legali.

Che dire? Siamo a un classico delle polemiche e al  ribaltamento di accuse, con linguaggi oscillanti tra il forbito sindacalese e il “far volare gli stracci”. Non serve molto per dare senso all’invocata trasparenza. Neppure serve ai fuoriusciti far apparire peggiore la Cisl di quanto già era quando loro erano attivi militanti e autorevoli dirigenti. Ai tempi di quegli articoli ci fu la risposta della Cisl Confederale che alleghiamo Vale qui ricordare la metafora che racconta di cosa viene detto sull’amante quando finisce quella relazione?

La democrazia congressuale chiama ancora in causa realmente gli iscritti oppure questi da soci sono diventati numeri, pacchi tessere, da fare valere per definire aggregazioni e gruppi dirigenti?

Alleghiamo quanto era proposto come spiegazione, una sorta di preambolo (più che condivisibile) alla cosiddetta rivoluzione organizzativa della Cisl che alla fine è risultato un maxi accentramento delle decisioni e della formazione di gruppi dirigenti ( guidata da Raffaele Bonanni) più allineati e fedeli alla direzione confederale, e del suo leader.

Quella che prevale oggi non è forse la democrazia degli apparati a pieno tempo con regole materiali ben diverse da quanto prescrivono le norme scritte negli Statuti?

Quanto accade nelle categorie della Sanità e della Funzione Pubblica della Cisl Torinese – dove per ora e per noi difficoltoso individuare quali siano le diversità di strategia sindacale tra i contendenti, cioè quei contenuti che interessano e coinvolgono i lavoratori ed al paese – ci sollecita a completare un lavoro che la Redazione ha iniziato da tempo: leggere il Congresso Cisl 2013 ( e quelli Regionali e Torinesi) intrecciando documenti, fatti, mutamenti prima e dopo la ristrutturazione dei gruppi dirigenti.

per leggere l'articolo precedente su questo argomento va a

 http://www.sindacalmente.org/content/850-lasciano-la-cisl-succede-torino-vi-sembran-pochi-i-perch%C3%A9

Per saperne un po’ di più leggi gli allegati

Allegato:
nuovo_notiziario_cisl_fp_piemonte_n_1_-la_nostra_verita_sul_caso_enti_locali_.pdf
lettera_aperta_a_porcheddu.pdf
quel_preambolo_tanto_disatteso.doc
la_cisl_rivendica_la_propria_trasparenza_bonanni_cdl.doc

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