Da Hiroshima a oggi, la corsa agli armamenti. Tommaso De Francesco, su Il Manifesto, recensisce «Guerra Nucleare. Il giorno prima» di Manlio Dinucci, edito da Zambon. È la storia di una potenza distruttiva tale da cancellare ogni forma di vita, sconvolgendo l’ecosistema. Dopo Hiroshima e Nagasaki (1945) sono state fabbricate 125.000 testate nucleari per una potenza complessiva pari a 1 milione di bombe di Hiroshima. In stragrande parte possedute dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica.

Ora Trump e il Pentagono passano alla strategia delle mini-bombe atomiche (aumentando così il rischio del loro utilizzo) e del first  strike (primo colpo), cercando di acquisire la capacità di disarmare la Russia con un attacco di sorpresa.

Ritorna e aumenta il rischio di guerre nucleari, non è un game war ma il tema è assente dai programmi elettorali che non affrontano la politica internazionale, la necessità di un nuovo ordine mondiale, della riforma e di un nuovo ruolo  dell’O.N U.

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Da Hiroshima a oggi, la corsa sperticata agli armamenti _Tommadi Di Francesco_ Manifesto

Allegato:
da_hiroshima_a_oggi_di_francesco_manifesto.doc

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