La lunga crisi dell’automotive 46mila posti persi in dodici anni, spinge i tre sindacati metalmeccanici all’unità d’azione. Finalmente! L’analisi di Fim, Fiom e Uilm: “Solo a Torino via 9mila addetti”. Cala l’occupazione mentre aumentano i profitti ridistribuiti in cedole agli azionisti, nella cassaforte Exor (famiglia Agnelli) miliardi di liquidità. Giovedì 13 e Venerdì 14 febbraio, due giorni di protesta e dibattiti in piazza Castello. Al sit in tanti! Presentati otto punti per il rilancio del settore, per dare continuità alla Vertenza Torino lanciata da Cigl, Cisl e Uil, e per mettere in primo piano volti e storie che stanno dietro sta­tistiche e percentuali. Mirafiori – Nel 2019 ha prodotto solo 21mila vetture; Embraco, è la crisi più simbolica; Mahle, Licenziamenti congelati e futuro incerto.

Il settore auto nell’arco di 10 anni ha visto bruciare 9.000 posti di lavoro solo a Torino e provincia (un calcolo per difetto, visto che non in tutte le fabbriche c’è il sindacato), mentre a livello regionale si è crolla­ti dai 107mila addetti automotive del 2007 ai 61.167 del 2018. Erano 218mila le vetture che si producevano nelle carrozzerie di Mirafiori nel 2006; nel 2019 – pur con l’aggiunta di Maserati dal 2013 – sono uscite dalle cate­ne di montaggio circa 21.181 vetture (solo l’anno prima erano 43.071 e nel 2017 si era sopra quota 61mila).

La Provincia di Torino è al secondo posto tra le province più cassintegrate mentre il Piemonte è stabilmente primo tra le regioni.  (…)