Cosa c’è e cosa manca nel Decreto Sviluppo varato dal Governo? Sono 80 miliardi reali o che dovrebbero essere attivati come ricadute di altri provvedimenti? Quante sono le risorse finanziarie nette disponibili a breve? Molti esprimono giudizi ( positivi o negativi) affermando di non aver ancora preso visione del testo ma già hanno compreso, un antico vizio del nostro mondo politico e non solo. Per incentivare i nostri lettori a leggere i numerosi allegati che illustrano il provvedimento governativo tanto atteso per rimettere in moto la crescita produttiva nel paese ricordiamo alcuni punti e dati.

  • la causa principale della recessione e la stretta creditizia sarebbe conseguente alle politiche della Cancelliere Angela Merkel;

  • seguirebbe il ritardo delle scelte governative ( prima Berlusconi ora Monti) che hanno trasformata in una metafora o un fantasma le misure per la crescita che dovrebbero riguardare il mondo delle imprese e del potere d’acquisto;

  • le imprese che hanno chiuso i battenti e quelle che si accingono a farlo sono molte e si può dedurre il rischio perdurante dall’imponente numero di ore di cassa integrazione, da tre anni oltre il miliardo di ore all’anno. Erano circa 6 milioni le imprese registrate a fine 2011. Nel primo trimestre 2012 il saldo (aziende che nascono e chiudono) è stato di 26.000 unità, il triplo rispetto l’analogo periodo del 2011: principalmente sono imprese individuali (15.000 tra gli artigiani). Per le aziende grandi e medie il rischio declino è “nascosto” dal grande utilizzo della Cig. Di positivo? C'è una pattuglia di aziende, ancora troppo esigua, che nella crisi ha individuato nuovi mercati. Altri dati interessanti li trovate nell’articolo allegato di Aldo Bonomi “Senza sostegno a rischio la voglia di fare impresa”.

Nei giorni scorsi, finalmente, il "fantasma” del Decreto Sviluppo (più volte annunciato) si è materializzato sulla scena con alcune misure che secondo il giudizio del nuovo Presidente della Confindustria Giorgio Squinzi sono di aiuto alle piccole imprese ma “..non bastano”.

Un aiuto ben fievole se il Decreto Sviluppo non incorporerà, come novità, almeno due provvedimenti mancanti e ancora rinviati: il primo, dotare il sistema Italia delle linee informatiche a banda larga che oltre a creare occupazione immediata ( cantieri per la posa delle linee) consentono, a breve e nel medio termine, significativi incrementi di produttività e crescita del Pil; il secondo, consentire la compensazione – in particolare alle piccole e medie aziende – tra debiti e crediti verso le Amministrazioni Pubbliche e lo Stato.

I file allegati (15) che illustrano i contenuti del Decreto Sviluppo sono molti, tratti dallo Speciale de Il Sole 24 Ore. Vi invitiamo ad aprirli per conoscere di più.

Allegato:
a_rischio_la_voglia_di_fare_impresa_bonomi.pdf
80_mild_per_crescere_sintesi_stampa.pdf
concordato_per_continuita_azienda_ds.pdf
rispami_dal_cosip_ds.pdf
agenzia_per_italia_digitale_ds.pdf
le_misure_per_crescita_grafico_ds.pdf
tassazione_agevolata_per_project_bond_ds.pdf
tagli_partono_da_palazzo_chigi_ds.pdf
cdp_entra_nelle_utilities_per_potenziarle_ds.pdf
aumentano_agevolazioni_casa_ds.pdf
in_arrivo_fondi_per_crediti_aziende_ds.pdf
fondo_di_2mild_per_imprese_ds.pdf
sconto_su_assunzione_ricercatori_ds.pdf
vendita_patrimonio_ds.pdf
dismissioni_quote_fintecna_sace_simest_ds.pdf

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