Franco Calamida, 82 anni, ci ha lasciato per sempre nella notte di sabato 12 giugno. Mario Agostinelli così lo ricorda. Come ti ricorderemo, Franco, dopo una polmonite vigliacca che non pensavi potesse interrompere il tuo ritorno da Venezia a Milano per riprendere i fili intessuti con tante compagne e compagni nei blog che amministravi con cura, nelle telefonate discrete con cui disseminavi e distribuivi da casa osservazioni e slanci generosi, in questo terribile “lockdown”, cadenzato da scomparse le più care, che sembra non debba proprio finire?

Forse con una delle tue ultime corrispondenze: “Non sono ottimista per il breve e medio periodo (troppe divisioni, troppa indifferenza, troppa solitudine, troppo cinismo della politica), ma il futuro appartiene ai giovani e tornerà a soffiare il vento eterno della libertà. In attesa di quel tempo felice, credo sia saggio capire (finalmente), che uniti non sempre si vince, ma divisi si perde sempre, a volte anche noi stessi.” Tante storie diverse: eppure tu c’eri sempre, con puntualità, acume e una mitezza ben riflessa dal bianco intenso dei tuoi capelli, riconoscibili anche da lontano ad ogni riunione nel salone della Camera del Lavoro, ad ogni presidio, ad ogni gesto di solidarietà dal basso e ad ogni sussulto di fierezza democratica. Milano e la Lombardia, che ho avuto la fortuna di frequentare dalla parte giusta, ti devono molto e ne soffriranno ben oltre questi giorni di un Giugno che si colma ancora di tristezza. Terremo cara quella singolare sapienza, con cui riuscivi a tener insieme una storia e una militanza speciale come la tua con la prospettiva di ricostruire un arco largo, consapevole di dover attrarre le nuove generazioni per affrontare sfide più profonde delle nostre radici. Mi permetto di entrare con modestia e in punta di piedi nella cerchia che tu riservavi innanzitutto a quelli di militanza a te più affine, ma che, grazie anche a te, si apriva ad apporti che, in un cambio d’epoca come quello in corso, hanno bisogno di ricomporsi su terreni da coltivare in comune. Mario Agostinelli e-mail: agostinelli.mario@gmail.com blog: www.marioagostinelli.it

Matteo Pucciarelli in Addio a Franco Calamida, figura storica della sinistra milanese, su La Repubblica, riassume la biografia di quel nostro gentile e combattivo compagno, appassionato per l’eguaglianza e la giustizia. Aveva 82 anni, figlio del partigiano Leonida, ex parlamentare di Democrazia proletaria, una vita passata nella sinistra milanese, da dirigente e da semplice militante. Se n’è andato questa notte Franco Calamida, 82 anni, ex parlamentare di Democrazia proletaria, una vita passata nella sinistra milanese, da dirigente e da semplice militante. La sua storia politica, lui che era figlio del partigiano Leonida, nasce nella sinistra lombardiana del Psi ma poi è tra i fondatori dei Comitati unitari di base ai tempi del Sessantotto. Così decide di rinunciare a una carriera dirigenziale in Philips, dov’era ingegnere, per abbracciare le lotte operaie e la causa della sinistra rivoluzionaria di Avanguardia operaia.

Negli anni successivi anima il Quotidiano dei Lavoratori, giornale di Ao e poi di Dp e riesce a entrare alla Camera con la piccola pattuglia demoproletaria. Non fu mai un partito di massa però a Milano, tra la fine degli anni Settante e gli Ottanta, Dp riusciva a toccare anche il 4 per cento dei consensi. Quando poi il partito si scioglie ed entra in Rifondazione comunista, Calamida segue la traiettoria ed è per anni consigliere comunale e vicepresidente del Consiglio a Palazzo Marino.

Fece parte di un gruppo di “sognatori di un socialismo rifondato e libertario, anticipatori di tanti temi sull’ambiente, l’antimafia, l’economia solidale, la pace. Franco aggiungeva alla radicalità di pensiero una particolare gentilezza, un rispetto per gli avversari, una sua ironia particolare, uno sconfinato amore per la ricerca, la natura, gli esseri umani”, lo ricorda Alfio Nicotra, suo compagno di militanza nel Prc. (…) per proseguire un clic su questo link https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/13/news/addio_franco_calamida_figura_storica_sinistra_milanese-305855506/

FRANCO CALAMIDA, aveva portato a termine da pochi mesi un prezioso lavoro collettivo di recupero della memoria storica, la storia di Avanguardia Operaia, in particolare dell’esperienz amilanese. Così ha scritto per presentare quel libro in “Fummo rivoluzionari” pubblicato sul blog a cui si è molto dedicato in questi anni https://www.lasinistrainzona.it/?p=2835 – Così inizia. Care compagne e compagni di Avanguardia operaia , innanzitutto cordiali saluti e auguri per la paziente e noiosa lotta che conduciamo contro il covid. Abbiamo scritto un libro sulla storia di AO. Il titolo “Volevamo cambiare il mondo”. Ho dedicato molto tempo alla parte dedicata ai Cub e alle lotte di operai e impiegati. Data l’ età, sono più lento di allora. Ho rivissuto gli entusiasmi, i problemi di diverse realtà e fabbriche, le conquiste e le delusioni. Senza nostalgia, senza rimpianti. Ma eran bei tempi. Fummo i rivoluzionari , generosi e appassionati. Questo è il mio ricordo. Ed è anche quello degli oltre 100 compagni e compagne sulle cui interviste è costruito il libro.  La novità : la nostra storia scritta da noi. Anche le interviste saranno consultabili sull’ archivio Marco Pezzi.(…) proseguire con un clic

Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena in Addio a Franco Calamida, per tutta la vita una gentile ironia per cambiare il mondo su Il Manifesto ricordano (…) In occasione del suo ultimo compleanno aveva scritto: «Non si è sconfitti fin quando non si accetta di esserlo e fin quando si prova indignazione e ribellione per le sofferenze e le ingiustizie del mondo». Franco non era sconfitto e lo aveva mostrato di recente nella passione con cui aveva collaborato alla stesura di un libro sulla storia di Avanguardia Operaia. Era felice che rimanesse traccia, memoria, di quella magnifica esperienza collettiva che aveva coinvolto migliaia e migliaia di giovani che volevano cambiare il mondo. (…) per proseguire aprire l’allegato

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