Il XIX Congresso Confederale Cisl Congressi –  a Roma 25-28 Maggio 2022 – riunirà i delegati eletti nei Congressi delle Federazioni nazionali di categoria, i delegati eletti nei Congressi delle Unioni sindacali regionali-interregionali ed i dirigenti sindacali uscenti e subentranti a qualsiasi titolo nel Consiglio generale. Per quanto constatato ci sentiamo di dire che:

  • l’utilizzo delle nuove tecnologie mediatiche  – brevi filmati, le facce con brevi dichiarazioni di delegati e operatori sindacali – consentono di rappresentare l’immagine di un sindacato coeso;
  • i delegati che partecipano a questi eventi si sentono gratificati di appartenere ad un sindacato “tanto bello e forte”, pur essendo ben diversa la realtà di come il sindacato è percepitonelle aziende e nel territorio.

Le relazione contengono ampie analisi, raramente però delineano una strategia con obiettivi primari e come perseguirli. Narrano del mondo che è profondamente cambiato con due anni di Covid e, ora, con la tragica e vile aggressione di Putin dell’Ucraina. Sulla guerra si scrivono frasi che auspicano la pace ma – questa è la nostra impressione – la Cisl rimane distaccata dal sentire comune di gran parte dell’associazionismo cattolico, del volontariato, del messaggio di papa Francesco, dello spirito che anima manifestazioni come la storica marcia da Perugia ad Assisi.

E’ stata promossa per la prima volta nel 1961 da Aldo Capitini che fondò il Movimento della nonviolenza e per il disarmo. Quella prima marcia avveniva in un momento storico pieno di incognite per il futuro e la convivenza pacifica del mondo, con una serie impressionante di punti di attrito: la guerra d’Algeria, la crisi di Suez e la guerra in Medio Oriente, l’impegno americano in Vietnam, la creazione del muro di Berlino, tutte cose che indicano un crescendo della tensione internazionale, sul cui sfondo si profilava la minaccia atomica. Oggi siamo nuovamente ad un drammatico bivio. La Cisl dei nostri giorni è sempre più sintonizzata sulla frequenza governativa e assai poco collegata con quel variegato mondo associativo e del vlontariato che segue con speranza il messaggio ecumenico di papa Francesco.

Ai tempi di Aldo Capitini c’erano alcuni “preti ribelli”, tra i quali spiccavano parroci come Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, ai quali si ispirarono tanti militanti e dirigenti cislini. Oggi c’è un “papa ribelle” verso i paradigmi di un sistema economico-finanziario che genera grandi ingiustizie, verso un’economia e un sistema produttivo che determina “scarti” pur trattandosi di persone, che ricerca il businnes con la produzione e il traffico delle armi. Ma oggi la Cisl poco si confronta con questo “scomodo” pensiero cristiano, con le encicliche sociali come Laudato sì, come il messaggio delle tre T (Trabajo, Tierra, Techo).

Oggi la Cisl fa da sé, ma più che autonomia a noi sembra una deleteria “autarchia”, che ha trasformato le migliaia di dirigenti sindacali a vita in un “corpo sociale” che si avvicina alle corporazioni con le relative tacite regole che non di rado sono corresponsabili di una contrattazione “deviata” o di ben strani gentlemen’s agreement (come ad esempio per i distacchi sindacali retribuiti e non) che per un verso originano insostenibili privilegi ai sindacalisti a pieno tempo, per l’altro determinano distacchi sindacali in “odore” di truffa verso l’Inps. Di questi problemi, veri tarli che intaccano la credibilità e l’immagine del sindacato, non c’è stata segnalazione nei congressi!

Savino Pezzotta a nome dell’Associazione Prendere parola ha inviato una lettera aperta, con documento, su tali fatti alla segreteria confederale Cisl, alle segreterie nazionali di categoria e alle segreterie unionali regionali che trovate in allegato

𝙏𝙧𝙪𝙛𝙛𝙖 𝙖𝙡𝙡’𝙄𝙣𝙥𝙨, 𝙙𝙤𝙙𝙞𝙘𝙞 𝙨𝙞𝙣𝙙𝙖𝙘𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙞 𝘾𝙞𝙨𝙡 𝙞𝙣𝙙𝙖𝙜𝙖𝙩𝙞 – – Per l’accusa esponenti del sindacato assunti formalmente da società compiacenti sfruttavano la legge sull’aspettativa sindacale non retribuita, maturando i contributi senza i versamenti. http://www.rainews.it/…/lom-hgififkjhvkjhg-8d4ec421... Vedi il commento 𝘿𝙞 𝙘𝙤𝙢𝙤𝙙𝙤 pubblicato sul sito www.il9marzo.it con questo link http://www.il9marzo.it/?p=8922

Segretaria Generale Fp-Cisl di Messina, ha lavorato 5 giorni come infermiera, poi ha usufruito del  distacco sindacale retribuito e.. poi è stata promossa sul lavoro dal quale è stata distaccata…Sono insorti i sindacati locali di Cgil, Uil,Fials (…) – Per più notizie aprire allegato.

Altro allarmante problema è quello del continuo d𝗲𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻 𝗖𝗶𝘀𝗹, con il clamoroso caso del 𝗖𝗼𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗻𝗽 che 𝗮𝗯𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼. Vedi notizie nei due articoli pubblicati su www.il9marzo.it , con numerosi commenti, che potete leggere con questi link https://www.il9marzo.it/?p=8948 https://www.il9marzo.it/?p=8946 – Conquiste del Lavoro ne ha dato notizia con brevi articoli il primo e 3 maggio. La Federazione dei Pensionati ha diffuso un sintetico commento come si trattasse di ordinaria amministrazione anziché di un fatto clamoroso che segnala un default della democrazia rappresentativa come indicata dalla storia e nello spirito degli statuti della Cisl. Vedi link https://www.pensionati.cisl.it/…/alla-fnp-arriva…/

Infine ci sentiamo di dire che è cosa ben strana per la storia della Cisl, per un verso affermare che “..negli ultimi 20 anni i salari medi in Italia sono cresciuti poco… Anche prima della crisi i salari medi in Germania erano cresciuti del 18,4% tra il 2000 e il 2019, in Francia del 21,4% e in Italia solamente del 3,1%….”; per l’altro “beatificare” quella contrattazione nazionale sterilizzata dall’inflazione importata e quella contrattazione di secondo livello che riguarda sempre un minor numero di aziende, che ben sono responsabili dei livelli medi salariali così bassi. Perché allora “ululare”, come fa il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, contro il salario minimo garantito da una norma legislativa in un mondo del lavoro sempre più precario e frammentato dove il sindacato non arriva più?

Con la contrapposizione che si delinea per un lungo tempo di due aree geo-politiche (Est e Ovest) ci saranno conseguenze – come mai accaduto da 70 anni – sociali, economiche, politiche, culturali,  mai pensate dalle nostre generazione, e la Cisl sbandiera una supposta “modernità” rivolgendosi al suo passato.

 

In allegato due file: la lettera aperta e il documento di Prendere parola inviata alla Confederazione Cisl, alle categorie nazionali, alle segreteri regionali

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