Venerdì 27 Aprile 2017, dopo venti anni, uno sciopero generale ha paralizzato molte città del Brasile.”Lo sciopero generale può essere il test più difficile per il governo“: questa dichiarazione risale a quattro anni orsono e si riferiva al governo di Dilma Rousseff, la presidente deposta nel Settembre scorso e sostituita dal suo vicepresidente Michel Temer. L'autore della frase è l'impresario Joao Doria oggi sindaco di San Paolo per il PSDB, uno dei principali partiti che appoggiano Temer. Doria è arrivato, per boicottare lo sciopero, a fare accordi con imprese di taxi per trasportare funzionari che non vogliono aderire alla protesta, ma la sua dichiarazione di quattro anni fa può valere per oggi, anzi, oggi ha ancora più peso.

Il governo Temer, dopo nove mesi dalla sua entrata in funzione, vede il consenso ridotto ai minimi termini. Una inchiesta di opinione condotta dall'Istituto IPSOS, sostiene che solo il 4% sostiene il governo che si presentava come il salvatore del paese di fronte alla crisi economica e ai sospetti di corruzione di leader del PT, al potere da 13 anni..Se l'economia da leggeri segni di recupero, a parere di previsioni del ministero, ma la disoccupazione è aumentata arrivando al 14%, il lavoro precario e nero si è esteso. Progetti contro la miseria sono stati ridimensionati.  la situazione politica è disastrosa. Un continuo deterioramento.

L'ampiezza della corruzione va ben al di là delle accuse mosse a Dilma e al PT, investe tutta la classe politica e impresariale del paese. I giornali filo gogernativi continuano a sostenere che l'intera responsabilità grava su Lula e i suoi governi. Quotidianamente vengono pubblicate confessioni di dirigenti d'impresa su rapporti clientelari e tangenti. L'obiettivo resta il PT e il suo leader ma i fatti rivelati negli ultimi mesi dimostrano un enorme sistema corrotto con l'implicazione degli stessi accusatori di Dilma. Nel governo siedono otto ministri sotto accusa da parte del tribunale supremo e lo stesso  presidente della repubblica, Temer, non è a giudizio grazie alla immunità parlamentare.

La strategia di Temer è stata di nascondere la corruzione accelerando un progetto di riforme che trova sostegno dei grandi settori impresariali e anche del FMI: la filosofia è  la massima austerità.

Significativa la visita recente di Mariano Rayoj, primo ministro spagnolo. L'unico leader europeo a incontrarsi con un Temer che ha scarsi appoggi fuori dal Brasile. Nell'incontro Temer ha definito Rayoj come suo ispiratore, il quale, da parte sua, ha dato pubblici consigli: non curarsi delle proteste di piazza, delle conseguenze elettorali, e andare avanti nonostante vento e maree.

In che cosa consiste il progetto di Temer? Revisione delle pensioni, cambiamenti nel codice di lavoro per facilitare licenziamenti, cambiamenti nel sistema contrattuale, riduzione spese sociali, riduzione diritti sindacali.

La dichiarazione di sciopero ha diviso il paese. Non sono pochi coloro che denunciano una manovra di sindacati corrotti, una speculazione politica. Ma le dichiarazioni di sostegno sono state numerose. In primo luogo quella dei vescovi e lo stesso Papa Francesco ha inviato al Presidente Temer una lettera criticando alcuni aspetti della sua politica. Sono seguite quelle di ntellettuali, artisti, ong.

Inoltre si sono aggiunti alla protesta anche alleati politici del presidente e questo è, nell'immediato il  principale problema tra i molti. Sul punto chiave delle pensioni il Presidente non dispone della  necessaria maggioranza qualificata. Sulla riforma del codice del lavoro si sono avute diserzioni da parte di politici della maggioranza. Paulo da Silva presidente di Forza Sindacale e deputato nel partito di Temer ha annunciato il suo voto contrario se non si modificano alcuni punti del progetto di riforme.

Come sempre i risultati di uno sciopero sono valutati diversamente dalle parti in causa.

Toni Ferigo

Allegato:
brasile_una_giornata_storica_che_non_finisce_manifesto.doc
brasile_sciopero_generale_mastrogiacomo_repubblica.doc
in_brasile_fiamme_contro_temer_colotti_manifesto.doc
brasile_paralizzate_le_principali_citta_mondo.doc

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