Battaglie non date, oppure iniziate e abbandonate, riforme a metà con rinvio di anni su nodi importanti., le riforme dimezzate generano delusioni verso le istituzioni e la politica ancora maggiori del mantenimento dello “status quo”. Tavoli di confronto costantemente rivendicati dai sindacati “per esserci” anche senza strategia unitaria. E altre cose ancora. Essere antagonisti o partecipativi? Sono i due sostantivi più utilizzati per autodefinire le identità sindacali in Italia, spesso si forza la propria  identità e quella altrui sfuggendo al confronto di merito su grandi riforme o su prerogative del sistema finanziario che comanda il cosiddetto “libero mercato”. Ad esempio sui “furti legalizzati”, come avviene in Italia, sulla definizione delle tariffe energetiche (luce e gas) ci sembra logico e sensato che un buon democratico e paladino della nostra Costituzione, debba per forza di giustizia essere antagonista a tale sistema, a tale regola che comanda il sistema del mercato energetico verso gli utenti.

L’inflazione e il caro vita, la salvaguardia del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni si fa sempre più prioritario. Non avveniva da vent’anni e non esiste neppure il sistema di recupero dela percentuale d’inflazione di origine extra-mnazionale. Serve di più agire sul fronte dei salari, rincorrendo, oppure intervendendo per calmierare i prezzi base che determinano la spesa mensile di una famiglia, con priorità a chi redditi medio-bassi o ancora minori. Il costo dell’energia è determinante anche per la ripercussione sulla quasi totalità di ciò che si acquista come alimentari e beni di consumo.

Com’è da anni definito il prezzo del gas che poi è il riferimento per le bollette energetiche (metano e elettricità)? Al riguardo alleghiamo l’articolo di Carlo Cottarelli che spiega l’algoritmo di Arera (AutoritàRegolazioneEnergiaReti e Ambiente) che decide in automatico con grande ingiustizia e diseguaglianze. Per conoscere di più cosa comporta l’indice TTF (acronimo di Title Transfer Facility) della borsa del gas naturale nel mercato dei Paesi Bassi, per il commercio di gas all’interno della rete olandese e in tutta Europa fate un clic su questo link https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-editoriali-troppe-speculazioni-sul-gas-il-governo-deve-fermarle  – L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente  è un organismo indipendente istituito con la legge numero 481 del 1995 di liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas.  Un clic su questo link  https://www.vivienergia.it/casa/vivipedia/guida-energia/arera-cosa-e-come-funziona

Milena Gabanelli – conduce Dataroom – ogni lunedì su La 7

Due recenti Dataroom, la rubrica che Milena Gabanelli pubblica ogni lunedì su Il Corriere della Sera, consentono più conoscenza su due problemi che incidono oggi e ancoro più sul nostro futuro. Il primo: l’approvvigionamento di gas e sui nuovi equilibri geo-politico che modificheranno profondamente in economia quanto si è determinato con la globalizzazione. Il secondo le tasse sul patrimonio e il catasto, dei conti dello stato e del debito lasciato alle nuove generazione.  

Il primo dataroom – Cosa rischiamo senza il gas russo e quello americano liquido costa il doppio – a cura di Milena Gabanelli e Michela Quarzé  – Con lo stop dell’import da Mosca si mette in crisi Putin. Per noi lo scenario descritto dal  Def (documento di economia e finanza) è questo: crollo del Pil del 2,5%, inflazione al 7,6%, raddoppio dei prezzi del Mwh. come compensare lo shock. Questi i sottocapitoli. In allegato l’articolo pubblicato su Il Corriere della Sera

  • Con lo stop del gas russo in 500 mila perderebbero il lavoro e il Pil crollerebbe.
  • Cosa si rischia davvero
  • Quanto cresce la disoccupazione
  • I più colpiti
  • Come compensare lo shock
  • Gli errori da non ripetere
  • Lo scandalo Irap
  • Dove trovare i 40 miliardi
  • L’imposta di scopo

QUANTO COSTA IL GNL AMERICANO Il Sole 24 Ore spiega che è normale, “intuitivo”, che il gas liquefatto sia generalmente più caro di quello via tubature: al di là delle spese di estrazione, per avere del GNL bisogna trasferire il gas in degli impianti che lo portano allo stato liquido (bisogna raggiungere una temperatura di -162 °C); dopodiché viene caricato sunavi apposite per iltrasporto; una volta giunto a destinazione, infine, il GNL deve essere rigassificato per poter venire immesso nella rete di distribuzione.  Il prezzo del GNL pagato dall’acquirente dipende da tanti fattori, come ad esempio la modalità d’acquisto: i contratti a lungo termine (dalla durata anche di venti-trent’anni) oppure il mercato spot (dove la compravendita è occasionale). I dettagli dei contratti non sono noti, però, perché coperti dal segreto commerciale. Vedi articolo completo con un clic   https://www.startmag.it/energia/confronto-prezzo-gnl-americano-gas-russo/

Il secondo dataroom – Con il nuovo Catasto caccia alle case fantasma, ma….- di Milena Gabanelli e Gino Pagliuca  9-5-2022  – 1,2 milioni di immobili non registrati, il 17% illegale. solo lo 0,2% classificati di lusso. La riforma aggiornerà tutto. Su prima abitazione niente Imu, invariata sulle seconde fino al 2026. Caccia alle case fantasma e al lusso, con la riforma del Catasto. Per chi possiede solo un’abitazione modesta non cambia nulla. Questi i sottocapitoli. Vedi allegato articolo pubblicato sul Corriere della Sera

  • Trent’anni di vuoto
  • Le nuove regole
  • Ruderi diventati ville
  • Lo scontro sul valore di mercato
  • Chi vince e chi perde
  • Cosa cambia?

In allegato gli articoli di G.Trovati e M. Mobili, di E.Marro e C.Voltattorni, a commento della mediazione al ribasso raggiunta nella maggioranza di governo, sulla riforma del catasto.

Le Confederazioni sindacali? Al di là delle identità attribuite  o presunte di chi è più partecipativo e chi più conflittuale, si denota un clamoroso vuoto d’iniziativa delle stesse nel ruolo di soggetti riformatori. La richieste delle Confederazioni di essere convocate ad un tavolo governativo procede da molto tempo, però disgiunto da un legame e da un dibattito con i lavoratori per definire una posizione chiaramente riformatrice con al centro i grandi temi per cambiare questo paese. E le tasse (riforma fiscale) sono un necessario piedestallo per sostenere il bilancio pubblico per riforme indispensabili come: sistema sanitario, scuola, formazione-lavoro con riduzione dell’orario lavorato. Come e chi deve pagare di più, trasferire tasse dal lavoro (cuneo fiscale) al patrimonio, sono temi vissuti differentementi dai ceti sociali popolari e da quelli benestanti o in grande sicurezza economica. La riforma del catasto e la rivalutazione delle case (che nel nostro paese hanno ricevuto continui bonus a vario titolo con detrazione nella dichiarazione dei redditi, in ultimo anche talune sfacciate clausole del superbonus 110%). Così accade che i leader sindacali si trasformano in riformisti da tastiera, con comunicati che, a volte con parole dure e roboanti, a volte conciliative, elencano tanti titoli di richieste o poco più, una sorta di “elenco della spesa”. Così cresce per i vertici sindacali il distacco dalla realtà popolare, dalla base che si vuole rappresentare. E successo ancora in questi mesi di disunità sindacale, con battagllie non date, o se vogliamo battaglie accennate e riforme rimandate di anni con l’espediente di un semplice avverbio, con un inciso di due tre parole, come testimonia il serrato confronto dialettico in commissione Finanze sulla riforma fiscale, dove si è allontanata nel tempo la possibilità di attribuire agli immobili anche un nuovo «valore patrimoniale», acconsentendo alla principale richiesta del centro-destra. E il sindacato, partecipativi o conflittuali, di fatto sono rimasti alla finestra.

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