I pensionati della Cgil, Cisl, Uil Regionali si sono ancora una volta mobilitati, giovedì 20 settembre, questa volta in Piazza Carignano a Torino. Tante bandiere e tante storie personali di anziani sempre più tartassati. Sia il precedente Governo di Silvio Berlusconi con l’eloquio del suadente ministro del welfare Sacconi, sia il governo di Mario Monti ( che molta credibilità ha recuperato all’estero e presso l’Unione Europea) – hanno sempre dichiarato di aver l’obiettivo e di agire per e con equità.

La Cisl in particolare ha “steso tappeti” per collaborare con entrambi fino ad annullare dal suo vocabolario la parola sciopero generale.  Eppure la condizione in cui versano i pensionati e gli anziani lo richiederebbe. L’arretramento a cui stiamo assistendo dovrebbe fare arrossire tutti governanti che dichiarano di agire o di aver agito con equità.

Piazza Carignano era ben affollata ma è piccolina. Al centro della protesta era la condizione ed il peggioramento degli anziani non autosufficienti. La denuncia delle Federazioni dei Pensionati è stata netta e documentata, come lo sono state anche le parole dei Segretari  dei pensionati, Vanna Lorenzoni della Cgil, Francesco Cargnino della Cisl e Gianni Scanzio della Uil: «Sono 210 mila le persone anziane in Piemonte colpite da invalidità e soprattutto su di loro si abbatte il peso dei ticket sanitari e l’aumento dell’addizionale Irpef regionale. In 30 mila sono in lista d’attesa per le strutture residenziali». Attendono anche anni.

I pensionati sono la categoria che da più risorse per le manifestazioni e che si mobilità di più.

Poniamo alcune considerazioni e domande

1 – E’ contraddittorio notare che il giornale che più ha dato risalto alla manifestazione di giovedì 20 è stata La Stampa di Torino, seppure in cronaca locale con un lungo articolo di Marina Cassi , mentre nulla si è visto su La Repubblica e nulla sul quotidiano sindacale della Cisl ( Conquiste del Lavoro è probabilmente l’unico quotidiano sindacale nel mondo). Ci è sfuggito oppure è stato un vuoto poco comprensibile? Una seconda domanda. Premessa: la Cisl conta 4.485.383 iscritti di cui 2.125.405 pensionati ( dati 2011). Il quotidiano Conquiste del Lavoro potrebbe innovare il suo modo d’informare facendo servizi simili a quello di Marina Cassi, cioè “far parlare” i pensionati, dare spazi alle voci dal basso?

2 – Il sindacato confederale da anni pronuncia la parola solidarietà ma, nonostante tanti tavoli nazionali e molte roboanti dichiarazioni, non ha ancora porta a casa neppure un fondo nazionale significativo per i non autosufficienti precipitando nella sua credibilità. Negli anziani. Analogamente avviene con le promesse – svanite come rugiada al sole – formulate per dare lavoro ai giovani attarverso l'apprendistato. Esageriamo o è la cruda realtà?

3 – Per fare spirare un vento nuovo per la solidarietà, perchè non utilizzare un’ora delle assemblee retribuite nelle aziende ( di tutte le categorie) per porre i problemi drammatici dei pensionati con basse pensioni e degli anziani a partire dai non autosufficienti per i quali si rivendicano da anni servizi pubblici adegati ed un fondo consistente nazionale? Sarebbe un atto che cambierebbe la sensibilità politica nel paese, una mezza rivoluzione per un sindacato sempre più burocratizzato. E probabilmente si conquisterebbero anche qualche buon risultato. Che ne pensi?

In allegato

  • Il volantino regionale dei pensionati
  • L’articolo di Marina Cassi su La Stampa di Venerdì 21 settembre

 

Allegato:
anziani_in_piazza_cgil-cisl-uil_piemonte.doc
manifestazione20-09-2012.pdf

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