Le tre big di Detroit (Ford, GM, Chrysler) sono presenti in Canada con diversi stabilimenti di assemblaggio e parti meccaniche che , producono per il mercato americano. In Agosto sono iniziate le trattative per il rinnovo dei contratti. GM e Ford hanno raggiunto accordo. Resta buon ultima la Chrysler. Si tratta ad oltranza.

Sergio Marchionne si è messo subito in evidenza con l’avviso (minaccia è termine ormai desueto ) che nel caso vi fosse stato sciopero avrebbe “spostato le produzioni altrove “. Anche nuovi investimenti ( nuova verniciatura in un stabilimento dell’Ontario ) sarebbero in forse se il costo del lavoro in Canada non si allineasse a quello USA. L’operazione minacciata non è comunque facile dal momento che alcuni modelli sono prodotti solo in Canada. Di fatto Marchionne minaccia la chiusura se non si fa come dice lui. Pomigliano non è sola.

 Ha inoltre protestato, come aveva fatto lo scorso anno con una lettera al presidente UAW ,Bob King, per la scelta del sindacato canadese di prendere la Ford come riferimento delle trattative. Il vero timore di Marchionne è sempre lo stesso. Dover fare riferimento ad accordi conclusi dalle altre case, in particolare la Ford.

Nonostante la voce grossa anche questa volta le cose sono andate come previsto. Dopo tre settimane di trattative nella giornata di Lunedì 24 Settembre ,i 4500 lavoratori della Ford- Canada  hanno approvato l’ipotesi d’accordo ( 82% voti a favore ). Una ipotesi d’accordo è stata anche raggiunta alla GM-Canada e verrà sottoposto alla votazione nei prossimi giorni.

Resta la Chrysler, buon ultima come nei rinnovi in USA lo scorso anno. Il presidente del sindacato CAW , lavoratori auto Canada, Ken Lewenza ritiene che un accordo con Chrysler può essere raggiunto seguendo la traccia segnata da Ford e GM , ma le richieste di concessioni dell’impresa sono eccessive: nessun meccanismo di adeguamento salari ( COLA). Bonus strettamente legati a risultati ,” Vale per me come per tutti! Ha dichiarato tempo fa Marchionne. Richieste molto più elevate di quelle delle altre due big di Detroit.

I punti cruciali degli accordi siglati in Ford e GM riguardano l’occupazione. Nell’accordo Ford si prevede il ritorno di circa ottocento lavoratori attualmente in Lay-Off ( cassa integrazione ) dagli stabilimenti di Windsor ,  vicino al fiume – frontiera con Detroit, e St. Thomas . Il numero di lavoratori in cassa integrazione è in Canada e in USA, nonostante la forte ripresa, ancora elevato. Diversi stabilimenti sono inattivi e , di conseguenza, il sindacato è contrario a delocalizzazioni di produzione per modelli che “tirano” sul mercato interno. Se in mezzo a battute e frasi in piemontese, l’AD FIAT, specificasse le basi delle sue dichiarazioni, risuonerebbero meno retoriche e populiste. A quelle ci pensa già Bonanni che  non si pente mai di niente. Nemmeno del parlare più o meno a vanvera di cose che non “mastica” proprio.

Dopo  il “Se Silvio mi chiama “ , è arrivato “ Sergio deve chiamarmi “.  La musica, anzi il karaoke, non cambia

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *