Politici e cittadini, quanto costa l'analfabetismo finanziario? L’Italia è la peggiore in classifica, un ritardo che provoca pesanti costi. Si fanno scelte irrazionali: dagli investimenti all'acquisto delle case, un'infinità di errori dovuti a ignoranza di base. Persino un concetto base come l’interesse composto non viene spiegato a scuola se non a ragionieri e geometri. Un tempo, per essere cittadini responsabili occorreva leggere, scrivere e fare di conto; a questa lista oggi bisogna aggiungere che è necessario saper leggere i conti, i bilanci delle aziende, degli Enti Locali, dello Stato. L’economia e la finanza debbono diventare materie d’insegnamento nelle scuole.

Non moltissimo tempo fa, c'era un'usanza presa molto seriamente dalle famiglie italiane: quando i nipotini compivano sette anni e quindi sapevano leggere e scrivere era  tradizione che i nonni regalassero con solennità un libretto di risparmio postale con sopra depositata una modesta cifra. Accompagnavano il regalo con un breve ma solenne discorso sull'importanza del mettere da parte, sul frutto che può derivare dal denaro depositato. La prima istruzione finanziaria avveniva così in famiglia, dove spesso era improntata a un senso di cautela, alla necessità di non fare il passo più lungo della gamba, all'esigenza di far debiti solo per grandi obiettivi e in condizioni di sicurezza. Oggi siamo alla situazione opposta. Ai bambini si comincia a dare la «paghetta» perché la spendano.

Così inizia l’interessante articolo di Mario Deaglio, per proseguire la lettura aprire l’allegato che contiene anche l’intervista a Annamaria Lusardi * a cura di Francesco Spini .

  • Vedi anche la risposta del Ministro dell'Istruzione Maria Grazia Carrozza

* Annamaria Lusardi  Docente alla G.Washington University School of Business, già consigliere al Presidente Barak Obama sui temi dell’educazione finanziaria.

Allegato:
analfabetismo_finanziario_deaglio.pdf
inserire_la_finanza_nei_programmi_maria_grazia_carrozza.pdf

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