Con la ricorrenza del cinquantenario del ’69, sono stati numerosi i convegni, i saggi e i libri a ricordare quel l’autunno caldo, con 5 milioni di lavoratori in lotta per i rinnovi contrattuali, che avviò una nuova epoca che cambiò le condizioni di lavoro e di vita, legittimò la presenza dell’organizzazione del sindacato sui luoghi di lavoro. Sono state riflessioni approfondite sulla nostra storia, sul passato: raramente si è posto l’interrogativo se di quell’epoca, di quell’anno straordinario  rimane un qualcosa di grande valore per oggi, anzi un “sempre verde” per la democrazia rappresentativa partecipata. In quel tempo la consultazione della base, pur non essendoci ancora lo Statuto dei lavoratori, ha avuto caratteristiche ben diverse dal “trasformismo” che in seguito è subentrato nel sindacato.

Il Questionario che Fim-Fiom-Uilm  distribuirono ai lavoratori per definire la piattaforma del rinnovo contrattuale è tutt’altra cosa (merito, opzioni delle scelte, definizione finale) dal “massimalismo” di cui in seguito molti hanno ridefinito quelle starordinarie lotte. 

Alleghiamo il testo recuperato dagli archivi collocati al Polo ‘900, un modo di presentare le proposte utile per l’oggi. Leggendolo con attenzione ognuno può farsi un'autonoma convinzione.

 

Allegato:
questionario_contratto_fim_fiom_uilm_1969_1.pdf

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