• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Italia: politica, economia, società

Schedatura di massa

Michele Ainis in “Se la sicurezza è liberticida“ su La Repubblica, descrive le tappe dei decreti sulla sicurezza del governo Meloni, orientati sempre a repremire le manifestazioni di dissenso sociale, diminuendo sempre più le iniziative di prevenzione che danno risultati nel medio termine. Ora con l’ultimo decreto legislativo, che non richiede il voto deleberante del Parlamento, si propone l’utilizzo della Ia per l’identificazione facciale di massa in occasione di manifestazione e altro, su decisione del questore, ovvero una schedatura di massa per decisione della polizia, bypassando il vincolo europeo che richiede l’intervento e l’autorizzazione di un giudice, per specifiche eccezioni. Allarma che il movimento sindacale non reagisca unitariamente.

È un cappio, che ci stringe il collo giorno dopo giorno. Che ci promette sempre maggiore sicurezza, primavera di bellezza. E che infine ci condanna a una morte da impiccati. Una morte civile, se non anche materiale. La morte dei diritti, delle libertà costituzionali. L’ultimo episodio ha per oggetto il riconoscimento facciale, e viaggia (come sbagliarsi?) per decreto. Non un decreto legge, come il decreto Rave con cui nell’ottobre 2022 esordì il governo Meloni, castigando con 6 anni di galera l’invasione di terreni o di edifici per raduni di massa, anche se avvengano senza consumo di stupefacenti. O come il decreto Cutro, tutto all’insegna di una visione emergenziale dell’immigrazione. O il decreto Caivano, che ha stravolto il sistema di giustizia minorile. O come il rosario di decreti sicurezza di cui ormai abbiamo perso il conto.

Stavolta è un decreto legislativo. Ed è anche peggio, perché un decreto legge può venire modificato o bocciato dalle Camere, un decreto legislativo no: rimbalza in Parlamento esclusivamente per un parere non vincolante, come i consigli della suocera. E una volta ancora, la forma autoritaria del decreto introduce una sostanza autoritaria. Sta di fatto che ogni decreto viene approvato nel buio del Consiglio dei ministri, dopo una discussione sottratta all’occhio dei cittadini, e fra esponenti della sola maggioranza di governo.

La legge, viceversa, matura dopo un dibattito pubblico, nel quale hanno voce pure le opposizioni. Ma la legge deve rispettare una procedura articolata, e invece non c’è tempo, non c’è mai tempo se devi gonfiare i muscoli dinanzi a un’opinione pubblica allarmata da questo o quell’altro fatto di cronaca.

Da qui un torrente normativo instabile e confuso, sul quale proprio ieri -30 luglio –  ha puntato l’indice il capo dello Stato, con parole che meritano di venire richiamate. «Se si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso» – ha detto il presidente Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio – «allora non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato».

Parole al vento, giacché pure quest’ultimo decreto nasce sull’onda della cronaca – le violenze in Val di Susa. Vergognose e inaccettabili, però non è accettabile nemmeno che a farne le spese sia ciascun italiano.

Qual è infatti il dispositivo del decreto? Un ampliamento dei poteri di polizia sul riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Significa che i dati biometrici di chiunque si trovi in una piazza, una strada, uno stadio, una stazione dove forse avverrà qualche reato verranno raccolti e conservati. Minority Report, dalla fantascienza alla realtà.

Ma la realtà di questo decreto contraddice le regole europee, tanto che Thomas Regnier – portavoce della Commissione europea – ha già acceso il rosso del semaforo. Mentre la maggioranza di governo contraddice se stessa, poiché l’unica forma di controllo per l’uso dei dati biometrici consiste in una comunicazione, anche orale, al pubblico ministero. Non al gip, non a un giudice terzo.

Ma come, non avevano battezzato una riforma costituzionale per limitare il potere dei pm? Non avevano combattuto, ventre a terra, un referendum? È il paradosso della sicurezza, che in ultimo genera maggiore insicurezza. Perché affastella l’ordinamento giuridico di reati (sono già 35mila), sicché chiunque può commettere un illecito penale senza nemmeno sospettarlo. Perché rende il diritto inconoscibile, trasferendo la decisione dal legislatore al giudice, chiamato a interpretare norme contraddittorie e oscure.

Perché la narrazione ossessiva dell’insicurezza viene in realtà smentita dai dati ufficiali: secondo il ministero dell’Interno, nel 2024 in Italia i crimini sono diminuiti dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente, gli omicidi volontari del 13 per cento; mentre nel 2025 la «delittuosità» (come la chiama il Viminale) ha subito un’ulteriore flessione del 9 per cento.

C’è allora un equivoco, e c’è pure un sospetto, nella stretta securitaria che avanza per decreto. Perché la sicurezza non è un diritto, bensì un limite all’esercizio dei diritti. È il caso della privacy, che può venire sacrificata quando entra in gioco l’esigenza di perseguire i criminali. Ed è anche il caso delle manifestazioni, vietate se mettono a rischio l’incolumità pubblica.

Ma la schedatura di massa confezionata dall’ultimo decreto del governo quali beni costituzionali salvaguarda? E poi chi, come, quando potrà usare questi dati? Da qui il sospetto sulle sue intenzioni reali: è un altolà al dissenso, ha un sapore intimidatorio verso chi decida di sfilare in un corteo.

Diceva Freud, in un celebre aforisma: l’uomo moderno rinunzia volentieri alla possibilità d’essere felice se questo è il prezzo per sentirsi più sicuro. Ma adesso noi stiamo diventando tutti più insicuri e più infelici

Articoli e commenti correlati

Savino Pezzotta, sui social, pubblica “Un volto come frontiera” qui riprodotto – A Montecitorio ieri – il 29 luglio –  non si è discusso solo di un decreto, ma di un nuovo modo di guardare i cittadini. Il governo ha spinto sul riconoscimento facciale come se fosse un semplice adeguamento europeo, mentre in realtà introduce una sorveglianza che trasforma la città in un corridoio monitorato, dove ogni volto diventa traccia e ogni passaggio un dato da conservare per sette giorni. La cornice non è neutra: Bologna, la Val di Susa, le piazze che resistono. È lì che nasce la narrativa del nemico interno, ed è lì che la tecnologia diventa strumento politico.

L’opposizione parla di deriva da Stato di polizia, mentre Fratelli d’Italia rilancia con il reato di associazione a delinquere per le manifestazioni violente, un confine che chi governa può spostare a piacere fino a trasformare la protesta in crimine preventivo. La Lega aggiunge divieti e interdizioni attorno ai cantieri Tav, come se la piazza fosse un territorio da bonificare. In mezzo a questa stretta arriva il ddl carceri di Nordio, che apre spiragli per chi vive la dipendenza, ma non basta a bilanciare l’impianto securitario che si consolida. Il Pd si astiene, il M5S vota contro, il fronte progressista non trova una voce comune mentre la destra costruisce un regime di sicurezza che unisce algoritmi, reati e controllo amministrativo.

Il volto diventa documento politico, la presenza diventa dato, la democrazia si restringe quando il controllo si allarga. Non è solo ordine pubblico: è una nuova grammatica del potere. Ieri non hanno discusso di telecamere. Hanno discusso di noi, della nostra libertà.

recuperare intervento di Mattarella

31/07/2026/0 Commenti/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2026-07-31 10:17:552026-07-31 10:27:34Schedatura di massa
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Schedatura di massa
  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • La Felsa Cisl fa assist a Glovo&c
  • Il lavoro non ha sesso, ma…
  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Il male oscuro dell’auto
  • Babele e Gerusalemme
  • Fincantieri, cobot e tablet
  • L’invasione silenziosa
  • Se l’automa esce dalla gabbia
  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: Il male oscuro dell’auto Collegamento a: Il male oscuro dell’auto Il male oscuro dell’auto
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy