Storia del voto e del suffragio universale. Franco Astengo mette in rete un commento e un archivio per ravvivare la memoria storica, molto utile per il dibattito attuale. Di seguito il testo.  Sotto il segno di Giuseppe MazziniDate il suffragio a un popolo che non vi è preparato, governato da cieche passioni ed esso lo metterà in vendita o ne farà un cattivo uso e se un rinnovamento morale non governa, probabilmente si vedranno accrescere le già troppe ricchezze dei pochi, ma la massa di coloro che la producono non vedrà migliorare le proprie condizioni”. L’apostolo dell’Unità d’Italia (come si legge nelle targhe stradali) scriveva questa nota nel 1846 sulle colonne del People Journal di Londra.

In questi giorni tra alcuni lettori e la rubrica della posta di “Repubblica” tenuta da Corrado Augias si è aperto un dibattito sul suffragio universale partendo dalla convinzione che non esistano più le condizioni per una espressione consapevole di voto nella sopraffazione delle distorsioni mediatiche, delle “fake-news” e dei “like” espressi su Facebook.

La proposta è quella di sottoporre potenziali elettrici ed elettori ad un “esamino” di dieci domandine che sarebbero sufficienti a comprendere se l’esaminanda/o può essere in grado di esprimere un voto consapevole.

Augias spiega le ragioni dell’impraticabilità della proposta ma non entro nel merito se non per ricordare che siamo di fronte, ancora una volta, ad una espressione di richiesta di vero e proprio “arretramento storico”, dettata da fenomeni evidenti di regressione culturale e di imbarbarimento del dibattito politico che se non la giustificano la rendono almeno degna di comprensione.

Si sono messe in discussione conquiste “storiche” ottenuto dal movimento operaio sul piano dell’esercizio della rappresentanza politica come l’immunità parlamentare (che, in origine, doveva servire ai deputati socialisti per entrare nelle fabbriche sottoposte a “serrata” da parte dei padroni) o la stipendio ai deputati (istituito per consentire ai “non abbienti” di esercitare il mandato. Personalmente ho conosciuto il “deputato contadino” Abbo di Oneglia eletto nella XXV e XXVI legislatura che non disponendo delle risorse per stare a pensione a Roma, usufruiva del “permanente” per dormire sul treno Roma – Firenze e ritorno).

Non c’è da stupirsi allora che, attraverso una valutazione di uso improprio, si arrivi anche a mettere in discussione il suffragio universale.

Allo scopo di ricordare al meglio quale strada difficile fu intrapresa per arrivare al suffragio universale (raggiunto in Italia soltanto nel 1946 con il voto alle donne) e quali furono le variazioni delle diverse leggi elettorale, comprese quelle previdenti soltanto il “listone” fascista sviluppo di seguito, per punti essenziali, una breve storia della legislazione elettorale italiana.

Non senza esprimere una grande preoccupazione per la situazione italiana sul piano politico ma soprattutto sul piano culturale ed etico. (…)

Segue in allegato la sintesi in 21 punti della storia legislativa del voto dall’inizio dell’unità d’Italia, dalla Legge elettorale 17-12- 1860, n. 4.513 a quella vigente, il Rosatellum,, del 3 novembre 2017, n.165

Allegato:
storia_del_suffragio_universale_astengo.doc

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